X
<
>

Condividi:

COSENZA – Filippo Roma lo ha nominato “il campione dei furbetti del cartellino”. Le telecamere della popolare trasmissione “Le Iene” sono tornate in Calabria, questa volta per raccontare la storia di Pietro Filippo, dipendente dell’azienda sanitaria di Cosenza, già condannato per truffa ai danni dello Stato, continua ad andare al lavoro come se nulla fosse. 

Il medico calabrese continua, infatti, a lavorare nonostante sia stato condannato in Cassazione per assenteismo, con una pena di cinque mesi e dieci giorni, oltre al pagamento dei danni e alla restituzione delle somme indebitamente percepite. La ricostruzione della “iena” evidenzia che il contratto nazionale dei medici prevede in licenziamento per questa causa, ma Pietro Filippo è rimasto al suo posto.

Filippo Roma ha raccontato la condizione “critica” della sanità, evidenziando quindi l’incongruenza nelle spese del settore, mentre il medico cosentino ha smentito le contestazioni.

Dopo il servizio delle “Iene”, sulla posizione del medico cosentino sono intervenuti diversi esponenti politici. La deputata M5s Dalila Nesci ha chiesto «al governatore Mario Oliverio e all’intera giunta regionale, con diffida formale, la revoca dei dg aziendali responsabili dei bilanci in negativo».

«È vergognoso che Pietro Filippo, dirigente dell’Asp di Cosenza condannato definitivamente per truffa – ha aggiunto Nesci – sia rimasto al proprio posto perché coperto da politica e burocrazia. Ed è ancora più scandaloso, mentre ai malati calabresi non vengono garantite le cure necessarie, che mantengano la poltrona i direttori delle aziende sanitarie della Calabria protagonisti di buchi milionari di bilancio, perfino premiati con migliaia di euro in più». 

Critico anche il senatore Giovanni Bilardi che si è rivolto al presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio: «Dopo il servizio delle “Iene” è necessario rimuovere il direttore generale dell’Asp di Cosenza e prendere provvedimenti urgenti su ciò che non è stato ancora fatto». 

Condividi:

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA