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Il III Convegno Nazionale Cispels riunisce studiosi e giovani ricercatori per riflettere sul ruolo della filosofia del linguaggio oggi.


«Benvenuti, siamo tutti grati per questa occasione». Così il direttore del Dipartimento di Studi Umanistici, Raffaele Perrelli, ha aperto i lavori del III Convegno Nazionale Cispels, ospitato all’Università della Calabria. «La filosofia del linguaggio è da sempre un settore centrale di attività di ricerca e di didattica nella vecchia Facoltà di Lettere e Filosofia e nel dipartimento» ha ricordato, sottolineando la funzione trasversale della disciplina, «un crocevia che consente a un dipartimento generalista come il nostro di riconoscere i sentieri del mondo». Un pensiero affettuoso è stato rivolto al professore Giorgio Lo Feudo, scomparso di recente, «che ricordiamo con grande affetto».

Subito dopo, la presidente del Cispels, Paola Cotticelli-Kurras, ha espresso la soddisfazione nel poter inaugurare l’appuntamento biennale: «Sono veramente lieta di poter aprire il nostro terzo appuntamento, che è riuscito a mantenere l’obiettivo primario che ci eravamo proposti a partire dal periodo ante-Covid». Ha ripercorso la storia dell’associazione, nata come coordinamento scientifico, poi divenuta una realtà stabile. «Siamo riusciti ad articolare un programma culturale ricco, sia grazie ai nostri incontri biennali sia alla scuola estiva, che rappresenta un momento di crescita e di contatto tra studiosi». Il tema scelto per questa edizione, “Storie del Significato”, ha dato vita a sessioni tematiche e workshop capaci di intrecciare approcci diversi e generare dialogo.

«Quando il Dipartimento con gioia ha accettato di prendere in carico questa iniziativa – ha spiegato Emanuele Fadda – io e il professore Cosenza, da saussuriani, avevamo questa idea del significato da declinare in chiave storica». Fadda ha raccontato la genesi del tema: «A un certo punto abbiamo visto emergere questa nozione del “secolo semantico”: il Novecento come il momento in cui il linguistic turn è anche una semantic turn».

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CONVEGNO CISPELS: GLI INTERVENTI

Nei giorni del convegno si sono alternati interventi di studiosi affermati e giovani ricercatori, in un confronto vivace e interdisciplinare. Il programma, dal 9 all’11 ottobre scorsi, ha intrecciato storia, filosofia e linguistica in un percorso di ricerca e riflessione accademica collettiva. L’evento è iniziato con la lectio di John E. Joseph in lingua inglese. Le giornate si sono poi articolate in numerosi panel tematici. Dalla storia della vaghezza alla tradizione saussuriana, dal mentalismo cartesiano alle origini dell’etimologia, passando per gli approcci pre-semantici e per le teorie novecentesche del linguaggio. Le conferenze plenarie di Luisa Valente, Pierluigi Cuzzolin ed Elisabetta Gola hanno segnato i momenti centrali del dibattito, culminato con riflessioni su IA, segno e significato, memoria semantica e prospettive contemporanee.

«Ciò che mi è piaciuto di più – ha detto Fadda a conclusione dei lavori – è stato l’andamento seminariale delle sessioni e dei panel. Interventi di buon livello, con richiami reciproci e un reale dialogo scientifico. Le discussioni continuavano nei momenti di pausa, e continueranno poi».

Anche Cotticelli-Kurras, tirando le somme, ha espresso gratitudine per l’atmosfera e l’accoglienza: «I partecipanti hanno apprezzato la squisita ospitalità e il clima cordiale in cui si sono svolti i lavori. Come presidente dell’associazione, sono onorata della soddisfazione scientifica e umana che i partecipanti mi hanno espresso».

Infine, Giuseppe Cosenza ha riassunto lo spirito dell’iniziativa: «Alla fine dei lavori restano tante cose, alcune forse hanno bisogno di più tempo per essere comprese. Ma voglio sottolinearne tre: la capacità del Cispels di riunire le diverse anime degli studi linguistici e semiotici in un confronto sereno e rigoroso; la soddisfazione dei colleghi per ciò che la nostra università e il nostro territorio possono offrire; e il dialogo tra chi ha fatto la storia di questi studi e i giovani ricercatori».

«Avere ospitato questa realtà – ha concluso – è motivo d’orgoglio per noi. E mi sembra che i nostri studenti abbiano apprezzato. Lo sforzo organizzativo del Disu ha dato buoni frutti».

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