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La protesta a piazza XI Settembre

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COSENZA – È trascorso un intero anno. Un anno di precarietà, un anno di assenza di lavoro. Un anno senza concerti, senza spettacoli teatrali, senza cinema.

E così un anno senza stipendi, con misure tampone insufficienti e neanche per tutti, un anno senza risposte.

Contemporaneamente in tutta Italia, oggi si sono riuniti i lavoratori dello spettacolo, per rivendicare i propri diritti. Dopo la falsa ripartenza di questa estate infatti, l’intero comparto è sceso in piazza ancora una volta. Una mobilitazione nazionale che a Cosenza ha visto l’organizzazione della manifestazione da parte del movimento Approdi – lavoratrici e lavoratori della cultura e dello spettacolo.

IL VIDEO – LE IMMAGINI DELLA PROTESTA

Ciò che chiedono i manifestanti ancora una volta a gran voce, è la convocazione di un tavolo interministeriale che coinvolga lavoratrici e lavoratori del settore spettacolo e cultura, al quale siedano Ministero del Lavoro, Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. A questo si aggiunge l’attuazione di una ormai necessaria riforma del settore che tuteli soprattutto lavoratrici e lavoratori; in più, la progettazione e realizzazione di tutte le misure, economiche e non, relative ai protocolli di sicurezza, che garantiscano una reale ripartenza del settore.

Necessari inoltre sono i provvedimenti finalizzati al finanziamento e al sostegno delle piccole e medie realtà che si occupano di spettacolo e di cultura, che ad un anno dal blocco del pubblico spettacolo rischiano di chiudere. In fine, ma sicuramente non per ordine di importanza, si chiede lo sblocco immediato e conseguente erogazione dei ristori rimasti in sospeso durante queste settimane di instabilità governativa.

A Cosenza, presente alla protesta, anche Dario Brunori. Anche l’artista infatti, da un anno si sta battendo scendendo in piazza. A Roma invece, una delegazioni di manifestanti è stata ricevuta dal presidente della Camera. “Il presidente Fico ha dichiarato che si farà portavoce di queste richieste” spiega una parte di manifestanti ricevuta a Montecitorio; “Abbiamo tenuto molto a ribadire che il tempo stringe, perché già dopo un anno le risposte sono state davvero poche. Continueremo nei prossimi giorni ad insistere”.

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