•  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Tempo di lettura 2 Minuti

COSENZA – Ci sono voluti quasi quarant’anni, ma ora gli assassini dell’imprenditore cosentino Santo Nigro potrebbero avere finalmente un nome. Ieri, infatti, la Dia di Catanzaro ha arrestato i presunti autori di quell’omicidio consumato nella città dei Bruzi il 18 novembre del 1981. Si tratta di Mario Pranno (64 anni) e Francesco Cicero (59). Tutti poco più che ventenni all’epoca dei fatti, ma già noti alle cronache per la loro appartenenza al clan Perna-Pranno, il gruppo criminale impegnato in una sanguinosa guerra di mafia contro i rivali della cosca Pino-Sena.

Proprio il 1981 è l’anno più cruento di quel conflitto che segna una scia di lutti dall’una e dall’altra parte, con qualche caduto innocente nel mezzo. Tra questi, figura Nigro il commerciante cosentino che paga con la vita il suo rifiuto a pagare l’estorsione che la borgata criminale voleva imporgli. Per questo motivo, quel 18 novembre, un commando di sicari incappucciati lo raggiunge nel suo negozio di pelletteria in allestimento in via Popilia per ucciderlo a colpi di pistola. Lo colpiscono alle spalle e, durante l’agguato, resta ferito anche suo figlio di diciannove anni, presente anche lui nel negozio.

Mandante di quell’agguato è considerato proprio Mario Pranno che, in quel periodo, è uno dei capi dell’organizzazione in condominio con Franco Perna, mentre il sicario che esplode materialmente i colpi è Aldo Acri, collaboratore di giustizia fin dalla metà degli anni Novanta. Sono proprio le sue dichiarazioni, unitamente a quelle di altri pentiti d’antan come Roberto Pagano, Francesco Saverio Vitelli, Francesco Tedesco e Franco Garofalo, a consentire alla Direzione antimafia di Catanzaro di produrre una richiesta di misura cautelare accolta nelle scorse ore dal gip distrettuale.

Nell’inchiesta trovano posto le dichiarazioni dello stesso Pranno, meteora del pentitismo cosentino alla fine degli anni Novanta che, fra le altre cose, si autoaccusava di quel crimine, spiegando però che il suo ordine originario non era di uccidere il commerciante ribelle, bensì quello di «dargli una lezione» per evitare che il suo esempio venisse imitato da altri. Mario Pranno era tornato in libertà da alcuni anni dopo essere stato giudicato colpevole di ben dieci omicidi risalenti proprio alla guerra di mafia degli anni Ottanta, vicende per le quali ha scontato trent’anni di carcere incassati in abbreviato durante il maxiprocesso “Missing”. Cicero, indicato come il killer di supporto ad Acri, è fratello del più noto Domenico Cicero, diventato boss in un’epoca successiva, ma oggi ergastolano.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA