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Simone Guglielmelli e Jessica Cosenza

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CATANZARO – Rigettata la richiesta di sorveglianza speciale avanzata dai vertici della Questura di Cosenza nei confronti dei due attivisti cosentini Jessica Cosenza e Simone Guglielmelli. Lo ha deciso il tribunale di Sorveglianza di Catanzaro.

Secondo gli investigatori cosentini, i due giovani attivisti sono da ritenere soggetti pericolosi per la sicurezza pubblica a causa della loro attività politica e sindacale e quindi da porre sotto sorveglianza speciale. Già la Procura però, nell’udienza del 14 marzo, aveva chiesto al giudice di rigettare la misura.

All’uscita da quella udienza Cosenza e Guglielmelli si erano detti ottimisti rispetto all’esito del procedimento.
«Siamo fiduciosi che venga accolta la richiesta del Pm e dei nostri avvocati Maurizio Nucci e Giuseppe Lanzino – avevano dichiarato – Il tentativo di colpire, attraverso le misure di repressione preventiva, le forme di attivismo sociale radicate sul nostro territorio rappresentano un attacco alla libertà di dissenso e un favore a chi condanna la nostra terra a povertà, ricatti ed emigrazione».

«Negli ultimi mesi – si legge in una nota diffusa ieri – la città non ha esitato a sollevarsi schierandosi con convinzione dalla parte delle lotte sociali, dalla parte di chi si impegna ogni giorno per costruire un reale cambiamento, di cui questo territorio ha vitale bisogno. I pochi che, invece, non hanno preso posizione, sperando in un esito differente, al netto dei proclami, si sono confermati essere parte del sistema di cui dobbiamo urgentemente liberarci. Contro la nuova inquisizione, Cosenza ha risposto in maniera chiara e inequivocabile, svelando il suo volto migliore e questo nessuno potrà dimenticarlo. Questa vittoria, ci indica la necessità di continuare nella costruzione collettiva di una città più giusta».

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