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Le cabine degli impianti di Lorica

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COSENZA – Una maledizione sembra aver colpito la Calabria delle infrastrutture: se ne progettano tante, alcune vengono realizzate, davvero poche quelle messe in funzione. Gli esempi sarebbero tanti dai tre nuovi ospedali alla metro leggera di Cosenza o al Parco Acquatico di Rende.

Ma c’è un’altra opera che rischia di trasformarsi da vettore di sviluppo in un vero e proprio piccolo disastro. Stiamo parlando degli impianti di risalita di Lorica, finanziati dall’allora assessore regionale al Bilancio e ai Fondi Europei Giacomo Mancini, con un project financing.

Il progetto prevedeva interventi per un totale complessivo di euro 16.500.000 di cui solo 13.347.000 sono a carico dell’Unione Europea. Gli altri 3.153.000 devono essere reperiti attraverso la partnership con un investitore privato. In questi giorni in molti si stanno però chiedendo cosa accadrà riguardo la sorte del finanziamento qualora non si riuscisse a trovare l’investitore privato.

Come tutti sanno, il progetto iniziale rischia praticamente di andare a vuoto per le vicende giudiziarie che hanno scosso gli ambienti della politica e non solo nella nostra regione. Ad oggi la società che ha vinto la gara, la Barbieri group, si trova sotto amministrazione giudiziaria. Solo la Procura sa, quindi, qual è la sua situazione finanziaria. I magistrati dovrebbero autorizzare il commissario ad avviare la gestione degli impianti, ma la società dovrebbe comunque reperire i necessari capitali per avviare la gestione facendo ricorso al credito bancario. Un’ipotesi che pare molto difficile da realizzarsi. Sulla carta si potrebbe puntare ad individuare un nuovo privato in grado di subentrare nella gestione. I precedenti però di certo non aiutano.

L’ultima manifestazione di interesse pubblicata dal Comune di Casali del Manco è andata deserta per ben due volte, al punto che il Comune ha dovuto in tutta fretta prorogare la gestione degli impianti ad Arsac e Ferrovie della Calabria. Proroga che scade il 30 giugno ovvero fra una manciata di giorni. A questo punto in tanti sottolineano che c’è il rischio se non si riuscisse a trovare l’investitore privato che l’Unione Europea decida di definanziare il progetto e procedere al recupero delle somme. Sarebbe un danno incredibile perché i calabresi si troverebbero privi degli impianti e il comune di Casali del Manco che sono stazione appaltante e proprietari al 100% della struttura rischierebbe il default economico.

Nonostante i tempi siano stretti nessuno sembra interessarsi della cosa. Solo il sindaco di Celico, Antonio Falcone, riprendendo una interrogazione del consigliere regionale del Pd, Carlo Guccione, ha annunciato di voler organizzare un incontro per discuterne. I punti da sciogliere sono tanti: sarebbero disposti gli enti strumentali della Regione Calabria a farsi carico dell’investimento? E qualora fossero disponibili, riuscirebbero ad ottenere le autorizzazioni? E se non si riuscisse ad ottenerle, l’Unione Europea chiuderebbe un occhio o, come temiamo, procederebbe con la revoca del finanziamento? E se dovesse procedere con la revoca, chi dovrebbe rimborsare i 13.347.000 euro? Il comune di Casali del Manco? La Regione Calabria?

Domande che al momento restano senza risposta anche se Luigi Guglielmelli ha rilanciato un’idea che accarezzava già Mario Oliverio ovvero spostare i finanziamenti sui Pac (progetti di azione e coesione) che sono fondi nazionali privi di tutte le limitazioni collegate ai finanziamenti europei. Anche in questo caso si tratta di scegliere e la Regione dovrebbe fare in fretta.

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