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Aneliya Dimova, la donna uccisa a Belvedere marittimo

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BELVADERE MARITTIMO (COSENZA) – In tempi brevissimi, in soli 18 giorni i carabinieri della Compagnia di Scalea, coordinati dal capitano Adrea Massari, sono giunti ad una prima conclusione per la vicenda legata all’omicidio di Aneliya Dimova, la bulgara 55enne assassinata brutalmente a Belvedere marittimo lo scorso 30 agosto (LEGGI).

L’uomo fermato al termine delle meticolose indagini è di Belvedere Marittimo ed è un 32enne. I sospetti fondati sul giovane belvederese trovano delle conferme nell’analisi di tutti i dettagli e nell’analisi meticolosa delle registrazioni effettuate dalle telecamere di videosorveglianza.

Fondamentale il supporto del reparto specializzato dei Ris di Messina che hanno recuperato pezzi importanti del mosaico. E, da quanto si è appreso, è determinante la conoscenza del territorio da parte dei carabinieri della compagnia di Scalea che hanno coordinato insieme al capitano Andrea Massari, della stazione di Belvedere Marittimo e del comando provinciale di Cosenza.

Un lavoro compiuto in sinergia e con professionalità dai militari dell’Arma che ha portato a puntare il dito sul 32enne con elementi che sarà difficile scardinare.

Le indagini vanno avanti anche per cercare di capire il movente che ha indotto il presunto autore a compiere un gesto così crudele nei confronti della badante bulgara.

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