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La benedizione della salma da parte del vescovo monsignore Bonanno

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DIAMANTE (COSENZA) – «La morte non è per i cristiani la fine della vita ma con essa inizia la dimensione dell’eternità come lo stesso nostro cuore ci fa sentire e la liturgia ci fa ripetere in questi momenti dolorosi “la vita non è tolta ma è trasformata”». Sono queste le parole pronunciate dal vescovo monsignor Leonardo Bonanno, nel corso della sua omelia, durante la cerimonia funebre di Serena Cosentino, vittima della strage di Stresa-Mottarone. Prima della funzione, tantissime persone hanno reso omaggio alla salma (LEGGI).

Il vescovo ha espresso un pensiero spirituale sapendo di rivolgersi innanzitutto alla famiglia della giovane che da anni segue un cammino di fede (genitori, sorelle gemelle e fratello) secondo lo stile neocatecumenale per cui «il tragico evento non poteva indurre alla disperazione, ma doveva trovare una risposta, benché umana, secondo quanto il Signore fa capire con la sua Parola di vita».

«La morte non è per i cristiani la fine della vita ma – ha aggiunto – con essa inizia la dimensione dell’eternità come lo stesso nostro cuore ci fa sentire e la liturgia ci fa ripetere in questi momenti dolorosi “la vita non è tolta ma è trasformata”».

Il vescovo ha spiegato che «non vogliono essere queste parole considerazioni di circostanza perché sappiamo bene come la fede Cristiana poggia sull’evento della Risurrezione di Cristo, morto e risorto. Tanto che Paolo può esclamare: “se Cristo non fosse risorto vana sarebbe la nostra fede”».

Quello del vescovo Bonanno è stato un ricordo commosso: «La giovane Serena a soli 26 anni ha raggiunto considerevoli traguardi sotto il profilo della maturità umana, culturale e professionale da tutti apprezzata, come viene scritto nei diversi commenti alla tragedia che ha interessato lei e il giovane, che amava e che stava per concludere gli studi di ingegneria; esso – ha proseguito – mette in risalto le sue doti di intelligenza e di volontà, che costituiscono già di per sé una ricchezza alla quale la fede nel Dio della vita dona il suo sugello. In questo momento sentiamo da fratelli e sorelle il bisogno di elevare a Dio le nostre preghiere di suffragio perché al più presto si realizzi l’incontro dei nostri giovani con il Signore creatore e unico Dio dell’Amore e della Vita».

«Soprattutto la Madonna Immacolata, tanto venerata dal popolo diamantese – ha concluso monsignore Bonanno – possa lenire in questa grande prova il dolore dei familiari colmando il vuoto lasciato nella dimora terrena e alimentare la speranza del nostro incontro definitivo al termine del nostro cammino».

Il ricordo di parenti e amici

Dopo la cerimonia funebre i presenti sono rimasti ancora qualche minuto in Chiesa per gli interventi del prefetto di Cosenza, Cinzia Guercio, del sindaco, senatore Ernesto Magorno, del padre della giovane ricercatrice, Maurizio Cosentino, e di una delle sorelle che ha ricostruito gli ultimi struggenti momenti di vita familiare.

Un momento di grande commozione per i presenti. Il prefetto Cinzia Guercio ha fatto proprie le parole del Vescovo Bonanno: «E’ un dolore che attraversa tutta l’Italia». Il prefetto si è posta la domanda se tutto questo poteva essere evitato: «Forse sì». In questo momento ha sottolineato Cinzia Guercio, c’è solo il dolore della perdita di una vita, di una persona cara. Parlando come persona e non come Prefetto, Cinzia Guercio ha voluto sottolineare il fatto che il «sorriso di Serena sarà quello che porterete sempre nel cuore». Inevitabile il riferimento alle “regole” che si sarebbero dovute seguire per evitare la tragedia: «E’ inutile dare dei giudizi in questo momento. Sappiamo che esiste una giustizia terrena, che si sta dando da fare e che, però, non potrà restituire Serena».

Il senatore Ernesto Magorno, ha voluto ringraziare tutti i presenti. Il sindaco di Diamante si è lasciato andare a momenti di commozione per una tragedia che ha sconvolto la comunità. Il ringraziamento al vicesindaco Pascale: «Perchè in questi giorni mi ha aiutato – ha detto Magorno – a portare il peso della fascia. Ci sono giornate in cui vorresti scomparire – ha aggiunto – per non ascoltare notizie che ti spezzano il cuore. Domenica è stata una giornata che ha provocato un dolore immenso e indescrivibile». Il ricordo di Serena, nelle parole del sindaco: una ragazza solare, dal grande sorriso che si è spento troppo presto. «Serena era una persona riservata. L’ho conosciuta solo in questi giorni, attraverso le parole dei familiari, degli amici, dei colleghi di lavoro, di quanti hanno avuto la fortuna di frequentarla. Sono parole dolci, piene d’affetto che fanno della pur breve vita di Serena una tela preziosa».

Il padre di Serena, Maurizio, ha voluto ringraziare tutti, con la serenità d’animo della persona che ha fede e che crede nel Paradiso. «Serena era un angelo sulla terra – ha detto il padre -. A chi mi ha chiesto se avevo bisogno di aiuto, dico l’amore che volevate dare a me datelo a chi ha bisogno. Aiutiamoci l’uno con l’altro». Il ricordo del fidanzato Hesam che è morto nelle stesse circostanze: «Si volevano bene, volevano vivere. Sono sicuro che si trovano in Paradiso con gli angeli».

La sorella di Serena, infine, ha voluto ricordare attimi di vita vissuta insieme a Serena. L’affetto, le parole fra sorelle, attimi di vita familiare: «27 anni che non potranno mai essere racchiusi in una lettera».

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