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La caserma dei carabinieri di Amantea sorta tra le ville sequestrate

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AMANTEA (COSENZA) – Violazione di domicilio, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, sono questi i reati contestati a un uomo, tratto in arrestato venerdì pomeriggio dai Carabinieri della Stazione di Amantea. Ma, procediamo con ordine, partendo dalla mattinata dello stesso giorno, allorquando i militari dell’Arma hanno fermato in strada e controllato il soggetto in questione. Già all’atto del fermo, l’uomo aveva iniziato a contestare contro i Carabinieri, ma nonostante tutto, dopo gli accertamenti del caso, lo stesso era stato mandato via.

Non si sa per quale motivo, però, nel pomeriggio di venerdì, il soggetto in questione si è presentato davanti gli alloggi dei Carabinieri – quelli ubicati nelle tre ville sequestrate alla criminalità organizzata e date in uso dal ministero della Difesa ai militari per utilizzarle, una come Caserma e le altre due per alloggiarvi – urlando frasi incomprensibili e brandendo un grosso bastone. Una volta penetrato nel giardino di una delle ville, l’uomo ha distrutto la cassetta della posta e si è diretto, con fare deciso e minaccioso, verso l’ingresso dell’immobile.

Alcuni militari si sono precipitati all’esterno cercando di  placare l’ira dell’aggressore, in evidente stato di agitazione. Più volte i Carabinieri intervenuti all’esterno della villa hanno chiesto all’uomo come mai si trovasse lì, giusto per capire i motivi che avevano fatto scattare in lui tanta rabbia. Ma, per tutta risposta, il soggetto in questione si è scagliato con rabbia con un militare ferendolo. A questo punto è scattato l’arresto.

Sabato mattina, presso il Tribunale di Paola, si è tenuta l’udienza di convalida dell’arresto, e grazie all’avvocato Pietro Sommella, all’uomo – al quale sono stati contestati i reati di violazione di domicilio, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni – è stata applicata la misura meno afflittiva rispetto all’arresto, ovvero il divieto di dimora presso il Comune di Amantea.

La clemenza del giudice probabilmente è stata dovuta al fatto che il difensore Sommella ha fatto notare come  il soggetto, in quel momento, fosse andato in escandescenza poiché (per problemi non resi noti) non si trovava in perfette condizioni psicologiche.

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