X
<
>

Share
3 minuti per la lettura

TREBISACCE (COSENZA) – “Bruciava come una torcia umana e nonostante gli abbia scaricato tre estintori addosso non sono riuscito a salvargli la vita”. È il grande rammarico di Cosimo Cervellera, comandante della Stazione di Cerchiara di Calabria dei Carabinieri Parco, tra i primi ad intervenire poco dopo che le fiamme ed il fumo cominciavano ad essere notate nel vicolo di Via Zara, a Trebisacce. Una tragedia umana ma anche il dramma della solitudine, seppure l’uomo abbia sempre rifiutato l’ospitalità in strutture di assistenza. È morto arso vivo Rocco De Paola, 86 anni di Trebisacce che viveva da solo nell’abitazione che un tempo condivideva con i genitori e le sorelle. La causa dell’incendio, un braciere acceso accanto al letto.

I FATTI

Da poco passata la mezzanotte, la figlia di Cosimo Cervellera rientrando a casa dopo una serata trascorsa con gli amici, notava il fumo nero che usciva dalla finestra a piano terra di uno stabile di antica costruzione. Avvisava il papà che senza perdere tempo prendeva l’estintore di casa sua e accorreva sul posto.

Sfondata la finestra per fare defluire il fumo denso e rendere l’aria più respirabile, Cosimo Cervellera, Comandante Carabinieri Forestale a Cerchiara ma residente e domiciliato a Trebisacce con abitazione vicina a quella di De Paola, entrava nell’appartamento grazie alla porta tenuta sempre aperta da Rocco De Paola.

La scena che si presentava ai suoi occhi era orribile: il corpo dell’anziano ardeva come una torcia umana e a nulla è valso il contenitore di un primo estintore vuotatogli addosso e subito dopo di un secondo portato da una vicina agenzia di pompe funebri e di un terzo recuperato in un ristorante vicino all’abitazione dell’anziano. Tutto inutile.

Le fiamme erano state domate ma il corpo di Rocco De Paola era stato devastato dal fuoco. In tanti, parenti vicini di casa e conoscenti dell’anziano, accorsi sul posto hanno raccontato quanto accaduto e a quanto hanno assistito.

L’intervento dei Vigili del Fuoco è stato utile solo per mettere in sicurezza l’abitazione nella quale non è risultata presente la bombola di gas come il comandante Cervellera temeva e che con il fuoco sarebbe potuta esplodere.

Sul posto anche i Carabinieri con il comandante di Stazione, maresciallo Natale Labianca per le incombenze del caso e per disporre, come richiesto dalla Procura di Castrovillari, il trasferimento del corpo senza vita di Rocco De Paola presso l’obitorio dell’ospedale “Guido Chidichimo”, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

LA STORIA

Sembra quella di un romanzo la storia di Rocco De Paola. Emigrato giovanissimo in Francia dove risultò essere un apprezzato metalmeccanico, una delusione d’amore, impossibile seppure corrisposto, lo indusse a tornare a Trebisacce. La delusione per la storia d’amore lasciò tracce indelebili nella mente di Rocco De Paola che andato in depressione, non si riprese più.

Rocco De Paola

A Trebisacce tutti lo conoscevano, per quel suo cappotto indossato anche d’estate e quella barba lunga ed incolta che gli incorniciava il volto sempre sorridente e quegli occhi verdi che ti scrutavano penetranti.

Le sue condizioni psichiche indussero le autorità ad affidargli un tutore per amministrare la misera pensione di cui godeva. Nonostante le sue condizioni di salute mentale, Rocco De Paola non dava fastidio a nessuno ed era rispettoso come pochi. Per questo era per tutti un amico.

Share

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

Share
Share
EDICOLA DIGITALE