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Monica Sabatino, ex sindaco di Amantea

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AMANTEA – “Per me, questo accanimento nei confronti della mia famiglia, è inspiegabile”: lo afferma Monica Sabatino, ex sindaco di Amantea, la cui famiglia è stata oggetto di una serie di gravi intimidazioni, ultima, il tentativo di farle trovare l’auto bruciata, perpetrato lunedì scorso (LEGGI LA NOTIZIA). L’ex sindaco ha rotto, quindi, il silenzio, che prima aveva mantenuto, in occasione della doppia intimidazione subita a febbraio dello scorso anno, quando una bomba carta e una bottiglia piena di benzina venivano fatte trovare rispettivamente accanto alla macchina della sorella e a quella del padre, Giuseppe Sabatino, ex responsabile dell’ufficio ragioneria del Comune.

“Potevo capire o intuire qualcosa – ha aggiunto Monica Sabatino – quando ero sindaco e mi vidi arrivare una busta con proiettili, così come arrivò in quegli stessi giorni ad altri componenti della mia amministrazione. Ma ciò che si sta verificando ad Amantea a partire da Carnevale dell’anno scorso, con la bomba carta sotto l’auto di mia sorella e la bottiglia con benzina sopra l’auto di mio padre, arrivando ad avere l’auto bruciata lunedì scorso, mentre stavo giocando una partita di pallavolo, proprio non me lo riesco a spiegare. Praticamente – ha aggiunto l’ex primo cittadino di Amantea – sono fuori dall’attività politica da oltre sette anni, da quando cioè nel gennaio 2017, fui costretta alle dimissioni da sindaco, sfiduciata dalla minoranza e da quattro miei consiglieri. Da allora, mi sono, praticamente, ritirata a vita privata, pensando alla mia famiglia, al mio lavoro a scuola e a collaborare, da un paio d’anni, con l’attività ricettiva di mio marito. Spero che questo incubo finisca e mi affido alle forze dell’ordine – ha concluso l’ex sindaca – affinché al più presto si faccia piena luce su questa brutta situazione, che sta coinvolgendo il mio intero nucleo familiare”.

La Sabatino, appena, nel maggio del 2014, si insediò alla guida dell’amministrazione comunale, firmò, in prefettura, per lo sgombero di alcune ville confiscate ad esponenti della malavita locale. Sempre nei primi mesi di amministrazione, bloccò, inoltre, l’iter procedurale per la stabilizzazione di un gruppo di vigili urbani. Decisione che ebbe strascichi di critiche e roventi polemiche. Nell’ottobre dello stesso anno, quindi, è oggetto della prima intimidazione della serie, quando si vedere recapitare in busta chiusa alcuni proiettili.

Intanto, l’altro ieri, alla presenza del prefetto di Cosenza, si è svolta una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza, a cui ha preso parte pure il primo cittadino di Amantea, Enzo Pellegrino, proprio al fine di trattare l’escalation di atti intimidatori che si sta sviluppando in città, negli ultimi mesi. “Sono uscito confortato dalla riunione in Prefettura – ha dichiarato il sindaco amanteano – perché ho avuto l’opportunità di costatare personalmente la forte vicinanza delle istituzioni e dello Stato alla nostra città. Voglio rassicurare i miei concittadini che le forze dell’ordine operano il massimo controllo del territorio ed assicurano, con la loro presenza, la massima agibilità democratica. Ripetendo quanto già affermato nel recente appello social, invito tutti i cittadini alla massima vigilanza ed alla massima attenzione a garantire tutti i perimetri del convivere civile. Sono certamente, quelli posti in essere, atti inqualificabili e vili. Ma io sono certo che Amantea saprà trovare nel suo seno tutti gli anticorpi necessari a combattere il malaffare. Sono certo che tutte le forze sane esistenti in questa città sapranno coagularsi per fare quadrato e respingere con forza ogni forma di delinquenza e di sopruso. Sono certo, infine – ha concluso Pellegrino – che tutti i cittadini, corroborati e sostenuti dalle forze dell’ordine, sapranno ingaggiare questa giusta lotta che è innanzitutto una lotta di civiltà”.

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