X
<
>

Il luogo dell'omicidio a via Popilia a Cosenza

4 minuti per la lettura

Lungo interrogatorio per il reo confesso dell’omicidio di Luca Carbone avvenuto a via Popilia a Cosenza


COSENZA – «Volevo solo intimorirlo, non pensavo di ucciderlo». Si è giustificato così, nel lungo interrogatorio reso davanti al pubblico ministero Veronica Rizzaro, Francesco De Grandis, 66 anni, reo confesso dell’omicidio, a colpi d’arma da fuoco, del vicino di casa Luca Carbone, 48. Intorno alle 9.50 del 13 gennaio, infatti, De Grandis ha esploso diversi colpi di pistola – almeno tre, di cui uno al petto -, dall’ultimo piano della palazzina popolare all’ultimo lotto di via Popilia all’indirizzo della vittima, che in quel momento si trovava in auto sotto casa, uccidendola. Ma la sua versione dei fatti non convince pienamente gli investigatori della Procura di Cosenza che lo hanno ascoltato per ore nella sede della caserma del Comando provinciale dei carabinieri.

 In altre parole, per gli inquirenti l’ipotesi secondo cui De Grandis non abbia cagionato intenzionalmente la morte di Carbone non regge e – non a caso – il reato contestato nel decreto di fermo è quello di omicidio volontario. Anche sulle motivazioni che sarebbero emerse alla base del gesto – i presunti conflitti per motivi di vicinato – aleggiano non pochi dubbi: davvero dei banali contrasti legati alla convivenza nello stesso palazzo (abitavano sopra e sotto, ndr) sarebbero potuti sfociare in un’azione così grave? Anche questo aspetto sarà oggetto dei dovuti approfondimenti da parte dell’Ufficio di Procura, diretto dal procuratore Vincenzo Capomolla.

L’OMICIDIO DI VIA POPILIA, UN GIALLO RISOLTO IN POCHE ORE

Un giallo risolto nel giro di poche ore, dopo le perquisizioni a tappeto all’interno degli appartamenti della palazzina, e il ritrovamento della pistola in casa di De Grandis, compatibile con quella utilizzata dal killer. Ma le indagini proseguono per ricostruire con esattezza tutti gli aspetti del caso. Per intanto, De Grandis, che a seguito del fermo è stato trasferito nel carcere di Cosenza, affronterà presumibilmente nella giornata odierna l’interrogatorio davanti al gip del Tribunale di Cosenza per l’eventuale convalida del provvedimento. È assistito dall’avvocato Amabile Cuscino. Sempre oggi, in mattinata, nella sede del Palazzo di giustizia sarà conferito dal pm Rizzaro l’incarico ai medici legali per lo svolgimento dell’autopsia sulla salma del 48enne.

I PARENTI DELLA VITTIMA: «LUCA ERA UNA PERSONA BUONA D’ANIMO»

 Carbone, di mestiere pizzaiolo, era in cerca di lavoro ed era un ragazzo molto apprezzato nel quartiere. Aveva avuto qualche piccolo precedente per droga, ma il suo nome non era associato ad ambienti di criminalità organizzata. Chi lo conosceva parla di lui come di una persona gentile, generosa e affidabile, che si prendeva cura dei familiari non autosufficienti.

Ieri i suoi parenti – in particolare un cugino – hanno rotto il silenzio diffondendo una lettera in cui lo descrivono come «una persona diligente» che «come tutti può aver commesso qualche errore nel corso della vita, ma è stato assolto da ogni accusa e non è mai stato una persona capace di fare del male a nessuno». «Luca era una persona buona d’animo – continua la lettera – sempre disponibile, sempre pronta ad aiutare.

Oggi noi familiari non riusciamo ancora a capacitarci di quanto accaduto. È difficile comprendere come sia potuta verificarsi una tragedia simile. Luca è morto innocente, vittima di una mente evidentemente deviata che ha strappato alla vita una persona perbene, generosa e amata». I parenti rivelano, ancora, che «aveva persino scelto di donare i propri organi, un gesto che testimonia ancora una volta la sua grande umanità. Neanche questo gli è stato possibile: la morte causata da un colpo d’arma da fuoco e i tempi necessari alla giustizia hanno impedito che il suo ultimo desiderio potesse essere rispettato».

IL QUARTIERE DI VIA POPILIA TORNA SOTTO I RIFLETTORI

 Il delitto di Luca Carbone ha scosso profondamente la città: erano tre anni che a Cosenza non si verificava un episodio così grave.

Anche il quartiere popolare di via Popilia, già teatro di diversi fatti di cronaca, è tornato ancora una volta sotto i riflettori, suscitando non poche polemiche. Sulla questione è intervenuto l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Cosenza Damiano Covelli, con un post a difesa del quartiere e delle persone che lo abitano: «La tragedia che ha colpito Cosenza in queste ore lascia attoniti. Ciò che ferisce, ad aggiungere dolore al dolore – ha puntualizzato Covelli – è l’immediata gogna mediatica a cui è stata sottoposta via Popilia, ancora una volta marchiata da pregiudizi anacronistici.

Via Popilia non è un “quartiere pericoloso”, ma una comunità pulsante di umanità, solidarietà e valori autentici. È la casa di migliaia di persone perbene, lavoratori e famiglie che ogni giorno onorano la vita con dignità e sacrificio. Un singolo crimine, per quanto atroce – ha aggiunto – non può e non deve diventare l’etichetta di un’intera popolazione».

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGLIA