Foto dei danni (sito dell'Unical)
2 minuti per la letturaL’Unical ha subito un grave furto: dei malviventi sono entrati in una cabina elettrica e saccheggiato una grande quantità di rame, creando disagi anche sullo svolgimento delle attività.
Nelle scorse ore l’Università della Calabria ha subito un ingente furto di cavi in rame all’interno delle infrastrutture elettriche del campus. Si tratta di un atto di notevole gravità non solo per l’entità del danno economico – che si stima in via provvisoria in decine di migliaia di euro – ma anche per le modalità con cui è stato compiuto. I responsabili hanno agito all’interno di una cabina elettrica da 20 kV, operando in condizioni estremamente pericolose, dimostrando un livello di spregiudicatezza che desta forte preoccupazione.
LE PAROLE DEL RETTORE SUL FURTO DI RAME
Il furto di rame per l’Unical ha avuto un peso rilevante: si registrano importanti disagi nella zona nord del campus, con interruzioni e criticità che hanno interessato il Tau, il Polo dell’Infanzia, la mensa, diversi uffici e, in particolare, l’incubatore di imprese TechNest. Tali disservizi hanno inciso direttamente sul regolare svolgimento delle attività didattiche, di ricerca e dei servizi essenziali per studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo.
«Desidero sottolineare con forza – ha dichiarato il rettore Gianluigi Greco – che il danno non è soltanto materiale. Ogni risorsa sottratta all’Università rappresenta un’opportunità negata alla nostra comunità: borse di studio che avremmo potuto finanziare e servizi che avremmo potuto potenziare». «L’Ateneo ha già provveduto a presentare formale denuncia alle autorità competenti».
UNICAL, INTENSIFICATE LE MISURE DI VIGILANZA
Contestualmente, le misure di vigilanza sono state intensificate su tutto il campus, al fine di prevenire ulteriori episodi di questa natura. «In un momento come questo – ha chiosato il Rettore –, è fondamentale ribadire il valore della nostra comunità universitaria, fondata su legalità, rispetto e responsabilità condivisa. Confido nella collaborazione di tutti per tutelare e difendere un patrimonio che appartiene non solo all’Università, ma all’intero territorio».
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