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Villa Torano

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TORANO CASTELLO (COSENZA) – Ancora una giornata all’insegna delle buone notizie non solo per Torano Castello ma anche per Luzzi e Bisignano. Si allunga, infatti, l’elenco dei guariti dal Covid-19. Altre dodici persone di Torano che avevano contratto il virus sono state dichiarate guarite. Si tratta di operatori sanitari della Rsa Villa Torano, al cui interno il giorno di pasquetta era divampato il focolaio Covid-19, ormai quasi spento, ed i loro familiari. Tutti asintomatici ed in quarantena obbligatoria nelle proprie case. Il risultato dei tamponi di controllo cui erano stati sottoposti nei giorni scorsi ha confermato la loro negativizzazione.

Il bollettino comunale aggiornato alle 18 di ieri riporta così, al momento, solo venti soggetti positivi. Il numero dei contagiati residenti nella cittadina toranese, dunque, si è per fortuna dimezzato. Si è in attesa, adesso, degli esiti dei test effettuati agli altri venti cittadini (tra dipendenti della Rsa e loro contatti più stretti) ai quali era stato diagnosticato il virus che dalla struttura si era poi diffuso in diversi paesi della Valle del Crati e dell’Esaro con ben oltre centotrenta contagiati e, purtroppo, cinque ospiti deceduti.

Il Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Cosenza ha comunicato altresì i risultati del primo tampone di controllo fatto ai venti degenti di Villa Torano ancora positivi al virus. Ebbene diciannove hanno dato esito negativo. Un solo ospite è ancora positivo. Nelle prossime ore saranno ripetuti i test che, nel caso di conferma della negatività, come si spera, avranno così sconfitto il Covid-19 e saranno dichiarati guariti. In via di guarigione anche i quattro operatori sociosanitari che stanno trascorrendo il periodo di isolamento nella struttura alberghiera del “Nuovo Hotel San Felice” ed anch’essi in attesa degli esiti dei test. Sono guariti anche altri sette cittadini di Bisignano. L’Asp lo ha comunicato al sindaco Francesco Lo Giudice. Sono otto, dunque, le persone, tutte collegate a Villa Torano, che hanno sconfitto il virus come accertato dall’esito negativo del doppio tampone. Nella cittadina di Sant’Umile ora i casi di positività rimasti sono tre. A Luzzi non ci sono più contagiati. Oltre all’operatrice sanitaria della Rsa di Torano anche i suoi quattro familiari, tra cui un minore, sono risultati negativi al doppio test.

A renderlo noto alla comunità è l’amministrazione comunale. «Una notizia meravigliosa che ci dona gioia e soprattutto ottimismo per affrontare insieme il futuro e quella che continuerà ad essere la battaglia contro questo virus invisibile che – si legge in una nota – nonostante le buone notizie delle ultime settimane, non è ancora vinta. Vogliamo mandare un grande abbraccio a questa bellissima famiglia luzzese che con tenacia e coraggio ha dimostrato che la sfida al Coronavirus può essere vinta».

Come testimonia anche il primo toranese che ha sconfitto il virus dopo venti giorni di degenza all’Annunziata. Lorenzo Cufone, 67 anni, ex assicuratore. L’uomo, contagiato dalla moglie, una dipendente della Rsa Villa Torano, ha deciso di raccontare al Quotidiano del Sud la sua esperienza e la sua lotta contro il Covid-19. «Non il solito episodio di sofferenza, disorganizzazione e malasanità. Ma una storia di dolore a lieto fine – dice – che vuole essere un messaggio di speranza per tutti noi che stiamo vivendo uno dei periodi più angoscianti dei giorni nostri». Lorenzo fa un excursus della sua degenza ospedaliera sin dal suo arrivo, con febbre e difficoltà respiratorie, a soli quattro giorni dallo scoppio del focolaio nella Rsa. Per Lorenzo è proprio lì, in uno dei momenti più brutti della sua vita, quando ogni pensiero cattivo gli passa per la testa, compreso il timore di non ritornare più a casa, che incontra quelli che chiama i suoi “angeli”.

Quegli uomini e quelle donne bardate e quasi irriconoscibili che oltre alla malattia del corpo ne curano anche quella dell’anima. Il pensiero di Lorenzo Cufone è per il personale medico ed infermieristico, gli Oss del reparto Malattie Infettive dell’ospedale di Cosenza diretto dal dottor Mastroianni. «Diverse persone – pone l’accento – si sono spese al di là dei loro compiti per donare un gesto di attenzione speciale, un sorriso che alleviasse le mie sofferenze. E’ stato per me di grande sollievo e fonte di grande tranquillità avere tutti loro accanto, tanto che, in diciotto giorni di degenza in un reparto come questo, sebbene in “isolamento”, non mi sono mai sentito solo».

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