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COSENZA – Cosenza è rimasta senza vaccini. Così ieri ha comunicato l’Asp gettando nel panico i sindaci che avevano lavorato per arrivare alla vaccinazione della popolazione over 80, ma soprattutto i pazienti. Dopo essersi attaccati a lungo al telefono per sentirsi rispondere semplicemente «la richiameremo», ora rischiano di veder saltare la propria somministrazione.

Sono infatti saltati i turni di vaccinazione a Castrolibero, a Luzzi cittadini ultra ottantenni in fila e già pronti per fare il vaccino sono stati costretti a tornare a casa perché all’ultimo momento una telefonata avvertiva il sindaco che i vaccini destinati al Comune cosentino non erano disponibili. Disagi in tutta la provincia.

Ma come mai sono esauriti i vaccini? Se si va sul portale del Governo dedicato al piano vaccinale si legge che in Calabria sono state inoculate 119.224, mentre quelle disponibili sono 193.580. Dove sono finite le altre 74.356 dosi? Un mistero.

Anche sottraendo infatti da questo numero la quota del 30% che va conservata per il secondo richiamo, restano oltre 38.000 dosi che nessuno sa che fine abbiano fatto. C’è anche da considerare che la seconda dose può essere inoculata a distanza anche di venti giorni e che i vaccini dovrebbero arrivare ogni settimana, quindi si potrebbe benissimo procedere alla somministrazione a chi si è già, sia pure attraverso un metodo arcaico come il telefono, si è prenotato.

Altra ipotesi è che forse le dosi sono conservate in altre province, ma questo significa che il sistema di vaccinazione non è minimamente flessibile se non riesce a spostare all’interno della regione i vaccini laddove è necessario.

C’è anche chi dice che in realtà la carenza dei vaccini non riguarda solo Cosenza, ma presto potrebbe interessare anche la provincia di Reggio Calabria mentre a Crotone i medici di medicina generale, a causa della insufficienza di dosi, hanno potuto individuare per ora un massimo di 42 pazienti ciascuno a cui somministrarle.

Allora che fine hanno fatto le dosi? Non si riesce a capirlo. C’è chi sussurra che la discrepanza sui numeri sia persino dovuta al fatto che qualcuno abbia fatto il furbetto inoculando le dosi a chi non ne aveva diritto e senza registrare la vaccinazione, ma ci sembra un’ipotesi troppo grave per prenderla sul serio.

Resta il fatto che la campagna di vaccinazioni presenta ancora una volta tantissime lacune e non è un caso se la nostra regione non riesce a schiodarsi dall’ultimo posto in Italia per quanto riguarda la somministrazione. I dati del Governo sono impietosi: ad oggi solo a 15.113 over 80 è stata effettuata la vaccinazione. Quasi sempre si tratta di residenti di piccoli centri e l’operazione è potuta andare in porto per l’attivismo dei sindaci che hanno messo a disposizione il necessario per procedere. Vanno a rilentissimo invece le cose nei grandi centri urbani come Cosenza dove ieri sono saltate le vaccinazioni per circa 500 over 80 che si erano faticosamente prenotati.

Sul punto è durissima la deputata del Pd, Enza Bruno Bossio: «Appare evidente – ha scritto ieri – il livello di disorganizzazione in cui versa la campagna vaccinale in Calabria che, lo ricordiamo, resta ultima per numero di vaccini disponibili somministrati. Nonostante tutti gli annunci e le attese legate alla nomina di Longo a Commissario non possiamo far altro che rilevare ritardi e responsabilità in scelte che hanno una portata decisiva nella lotta contro il virus. Siamo di fronte ad una vera e propria assenza di direzione dei processi».

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