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Roger Waters

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Riuscire ad avere Roger Waters, storico leader dei mitici Pink Floyd, come testimonial della campagna politica per la riapertura dell’ospedale di Cariati in Calabria. Rock e attivismo che s’incontrano grazie alla tenace volontà di un gruppo di tenaci attivisti calabresi, di due registi molto cocciuti aiutati da un grande regista militante come Kean Loach.

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Abbiamo ricostruito la vicenda dopo aver visto rimbalzare sul web ieri mattina la clip in cui il fondatore dei Pink Floyd dice alla telecamera “Bisogna far aprire l’ospedale di Cariati” e poi in buon italiano “Questa vicenda mi fa venire in mente  di prendere la macchina, andare a Cariati e stappare una bottiglia di vino con loro e aiutarli perché hanno bisogno di aiuto e stanno facendo una cosa sacrosanta”.

La clip fa parte di un’intervista più ampia realizzata dai registi romani Federico Greco e Mirko Melchiorre (ma il primo è di origini crotonesi) e che sarà inserita nel documentario “C’era una volta in Italia. Giacarta sta arrivando”, che quando sarà terminato, sarà distribuito nelle sale cinematografiche per raccontare il disastro e lo smantellamento della sanità pubblica in Italia e nel mondo.

Il felice connubio si è creato grazie al coriaceo impegno degli attivisti del movimento “Le lampare del basso Jonio Cosentino” che da oltre un anno hanno occupato un reparto dell’ospedale di Cariati dismesso e chiuso da oltre un decennio raccogliendo molta attenzione mediatica anche internazionale.

Ha spiegato  Mimmo Formaro, attivista delle Lampare che sui social aggiunge “Che” al suo account: “Dal 19 novembre dello scorso anno occupiamo un’ala dismessa dell’ospedale, una struttura diventata indispensabile per un vasto comprensorio. Da Crotone a Policoro esiste il solo pronto soccorso di Rossano che sta scoppiando. C’è un bacino d’utenza di 100.000 persone – afferma – dove non ci sono strutture per il pronto intervento e le ambulanze viaggiano senza medico a bordo. Rossano scoppia e noi abbiamo scoperchiato il vaso di Pandora. Chiediamo che la struttura riapra come ospedale di zona disagiata e sia inserito nella rete degli ospedali per acuti, la nostra richiesta è di avere il Pronto Soccorso e i servizi annessi”.

Ma il movimento di lotta cariatese come ha incrociato i due registi? Tutto nasce l’anno scorso durante la disastrosa vicenda dei commissari per la sanità calabrese e con il governo che chiama Gino Strada a fronteggiare l’emergenza Covid. I due registi da tempo collaborano con Emergency, e tramite l’associazione conoscono l’esperienza di lotta a Cariati.

Federico Greco e Mirko Melchiorre s’innamorano della storia e vivendo e documentando l’esperienza dell’occupazione, decidono che Cariati sarà la microstoria portante che pedina il loro ragionamento filmico sulla devastazione della sanità pubblica.

Molti sono i personaggi che sono stati intervisti nel documentario. Sir Micheal Marmot, epidemiologo di fama mondiale, Gino Strada, Carlo Palermo presidente nazionale dei medici ospedalieri, l’attivista Vittorio Agnoletto e anche un regista di fama internazionale come Ken Loach.

Il cineasta britannico, celebre per le sue storie di ultimi e diseredati, ha avuto un approccio molto empatico con i due cineasti italiani, condividendone il progetto e appassionandosi alla lotta dei cariatesi di Calabria. Da qui la naturale richiesta per Greco e Melchiorre di poter contattare Roger Waters, vecchio amico di Loach e coinvolgerlo nella richiesta rivendicativa “Riapriamo l’ospedale a Cariati”.

Detto fatto e l’autore di tante psichedeliche composizioni ha aderito alla campagna di mobilitazione con un’intervista dagli States realizzata su Zoom, con l’estratto virale che adesso tanta visibilità sta portando alla lotta di Cariati.

Il contributo al documentario è ovviamente più lungo, e fa parte del materiale che si sta montando per il prodotto finito che ha già definito 40 minuti di documentario. Ne restano altri 50 da chiudere per questo lavoro prodotto dalla casa di produzione dei due registi Studio Zabalik, da Play Enterteinment e da Emergency. Già tante le richieste di distribuzione e di preacquisto dei diritti. Non resta da aspettare di vedere il documentario.

Di certo la lotta di riapertura dell’ospedale di Cariati ha acquistato un testimonial internazionale di enorme levatura come Roger Waters. Lo riapriamo questo ospedale? Se non ora quando? E al taglio del nastro potremo ascoltare “Wish you were here”.

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