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Caterina Perri, vedova di Serafino Congi

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Caterina Perri, vedova di Serafino Congi, ha partecipato al Consiglio comunale aperto di Cosenza sulla sanità, l’appello per le aree interne


SAN GIOVANNI IN FIORE – «A Cosenza si è tenuto un Consiglio comunale aperto, però San Giovanni in Fiore è rimasta la grande innominata, fino al mio intervento», questo il commento-appello di Caterina Perri, la vedova di Serafino Congi, che il 4 gennaio rimase fermo al Pronto Soccorso della città gioachimita per mancanza di ambulanza medicalizzata e solo dopo ore di attesa, durante il trasporto a quello di Cosenza, periva lungo la 107 Silana – Crotonese all’altezza di Spezzano della Sila.

«A Palazzo dei Bruzi si discorreva, giustamente di Rogliano e del potenziamento del suo presidio. Sentivo riferimenti su Settimo e La Costa del Tirreno, ma “il Nulla” regnava sull’Altopiano Silano- continua Caterina Perri, presidente dell’Associazione Antigone- Siamo tutti Serafino».

«Basta guerre di campanile – ha gridato in faccia ai presenti – non dovete dimenticare le aree interne, come San Giovanni in Fiore, prive di servizi essenziali. Ogni giorno perdiamo medici e pazienti per la carenza di strutture. Anche le zone interne soffrono senza medicina interna. Un Policlinico è una risorsa per la ricerca e il territorio. Ma finché nascono e diventa fruibile quanti Serafino Congi ci saranno ancora? Serve una cittadinanza attiva, la nostra tanto amata montagna che deve essere servita, come qualsiasi altra parte del mondo».

E qui ritorna alla mente le migliaia e migliaia di persone, che hanno sfilato per la sanità nelle aree interne lungo le principali vie della città subito dopo la morte si Serafino Congi che chiedevano le stesse cose, reclamate ad alta voce dalla vedova di Serafino congi durante il consiglio comunale, tenuto a Cosenza per discutere della collocazione del nuovo ospedale.

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