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La protesta di questa mattina a piazza Kennedy a Cosenza

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COSENZA – Varianti Covid-19 e conseguenti misure adottate dal governo per contenere la diffusione del virus, instabilità economica e lo spettro della guerra disincentivano gli spostamenti che stanno procurando seri danni alle imprese private del trasporto passeggeri. Oltre duecento posti di lavoro a rischio nel settore dei servizi autobus sulle lunghe distanze. Per tutto questo, sit-in in piazza Kennedy a Cosenza dei lavoratori, supportati dai sindacati, per chiedere l’attenzione da parte delle istituzioni.

«In questo momento – spiegano i rappresentanti sindacali – assistiamo a una riduzione importante della domanda, intorno al 40 per cento. Le persone sono molto poco inclini agli spostamenti per turismo e per lavoro e l’incentivazione dello smart working va proprio in questa direzione. In aggiunta dobbiamo considerare un generalizzato aumento dei costi: energia elettrica, gasolio, pedaggi autostradali, investimenti in misure finalizzate a contrastare il Covid. Una situazione insostenibile per tutte le aziende private del settore che, come interlocutore unico, hanno la clientela privata. Gli effetti di tutto ciò sono molto simili a quelli di un lockdown, senza però il riconoscimento di alcun ristoro, come invece era avvenuto in passato».

La crisi del settore del trasporto su bus privati di linea a media-lunga percorrenza, le cosiddette linee interregionali, riguarda tre aziende della provincia di Cosenza, Simet SPA, InterSaj SRL e Consorzio Autolinee SRL, ma si sta allargando anche in altri territori e per altre aziende calabresi coinvolgendo ormai circa duecento lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro.

«Le proposte avanzate – hanno spiegato Cgil, Cisl e Uil – riguardano più versanti, da specifici stanziamenti a favore delle aziende in crisi, al ricorso, per congrui periodi, agli ammortizzatori sociali, consentendo il superamento della fase di crisi contingente evitando che i territori calabresi possano perdere importanti risorse in termini economici e produttivi ed occupazionali, determinando situazioni che rischiano di non essere più recuperabili».

Lunedì è previsto un incontro in remoto con i rappresentanti del ministero del Lavoro, al quale parteciperanno le sigle sindacali e i rappresentanti della Regione Calabria.

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