X
<
>

4 minuti per la lettura

Al Teatro Auditorium dell’Università della Calabria la finale della business plan competition ha premiato Etheria IceRoute come la start up più innovativa nata dalla ricerca accademica. Quattordici team si sono sfidati tra sostenibilità, intelligenza artificiale, sicurezza e impatto sociale.


Le porte del Teatro Auditorium dell’Università della Calabria si sono aperte nel tardo pomeriggio dello scorso 15 luglio per la finale della Start Cup Calabria 2026, la business plan competition promossa dall’Università della Calabria insieme all’Università Magna Græcia di Catanzaro, all’Università Mediterranea di Reggio Calabria e alla Regione Calabria, attraverso FinCalabra.
Un ingresso suggestivo ha dato il via a una serata dedicata all’innovazione, alla ricerca e all’imprenditorialità, con quattordici team chiamati a trasformare idee nate nei laboratori universitari in progetti capaci di conquistare il mercato.

IL VALORE DEL CORAGGIO DI FARE IMPRESA

Ad aprire gli interventi istituzionali è stato il prorettore alla Ricerca dell’Unical, Fabio Bruno, che ha portato i saluti del rettore Gianluigi Greco. «La Start Cup è un’opportunità importante per il nostro territorio e per la comunità accademica. Deve essere motivo di orgoglio. Chi si affaccia a questo mondo deve sapere che c’è la possibilità di iniziare da zero con iniziative come questa», ha dichiarato, rivolgendo poi un incoraggiamento ai quattordici team finalisti, definiti «coraggiosi» per aver scelto di portare le proprie idee sul mercato con l’obiettivo di costruire un’impresa di successo. Il suo invito è stato quello di non fermarsi davanti agli insuccessi: «Bisogna continuare a provare, per scordarsi i progetti andati male».

L’emozione ha accompagnato anche l’intervento della delegata all’Innovazione e Imprenditorialità dell’Unical, Mariacarmela Passarelli, che ha ripercorso il lavoro svolto nei mesi precedenti. «È stato un percorso bellissimo, frutto di un’importante attività di progettazione. Abbiamo organizzato una vera maratona delle idee, dall’Orto Botanico all’Area Ricerca, Innovazione e Impatto Sociale, fino ad accogliere i team provenienti dagli altri atenei. Il grande risultato è vedere insieme discipline STEM e non STEM», ha sottolineato.

Nel corso della serata, sul palco ha raggiunto i team il rettore Gianluigi Greco, che ha espresso soddisfazione per la partecipazione delle startup provenienti dall’Università Magna Græcia di Catanzaro. «È bello sapere che c’è la volontà di crescere, di fare sempre meglio», è stato il passaggio centrale del suo intervento, accompagnato da un riferimento al futuro Palazzo dell’Innovazione. «La Calabria ha bisogno di questa passione e di questa visione», è stato il messaggio rivolto ai partecipanti.

LE START UP CAMBIANO LOGICA E DISCIPLINA

A caratterizzare la finale non è stata soltanto la corsa all’innovazione o l’ambizione di trasformare un’idea in un’impresa di successo. Sul palco è emersa soprattutto la volontà di dare risposte concrete a sfide ormai comuni: dalla lotta all’inquinamento ambientale alla tutela del benessere animale, dalla sicurezza personale – con particolare attenzione alla protezione delle donne – fino ai progetti dedicati alla riabilitazione e al reinserimento nel sistema penitenziario. I quattordici team hanno dimostrato come la ricerca universitaria possa tradursi in strumenti capaci di migliorare la qualità della vita e generare un impatto positivo sulla società, prima ancora che sul mercato.

I VINCITORI DELLA START CUP CALABRIA 2026

Dopo i pitch dei quattordici team finalisti è arrivato il momento della proclamazione dei vincitori. Il terzo posto, con un premio di 2.000 euro, è stato assegnato ex aequo a Waste Buster, software basato su algoritmi multicriterio e clusterizzazione dinamica per ottimizzare localizzazione, volumi e costi dei cestini, e Kefas AI, piattaforma di intelligenza artificiale per l’ispezione non invasiva di edifici, infrastrutture e beni culturali attraverso l’analisi di dati visuali.
Il secondo posto, con un premio di 3.000 euro, è andato ad AquaMem, progetto che ha sviluppato un drone robotico per la quantificazione in situ di microinquinanti idrici e PFAS, con validazione analitica e certificazione ex situ.

ETHERIA ICEROUTE: IL PRIMO POSTO

A conquistare il primo posto e il premio da 5.000 euro è stato Etheria – IceRoute, piattaforma di Space Edge Computing che utilizza l’intelligenza artificiale per fornire mappe del ghiaccio in tempo reale e rendere più sicura la navigazione nelle aree artiche.

Visibilmente emozionato, Giuseppe Mondilla, in rappresentanza del team vincitore, ha voluto ringraziare tutti i soggetti che hanno accompagnato il progetto nel suo percorso di crescita. «Innanzitutto ringrazio il percorso di formazione sia da parte di PwC che dell’Università della Calabria, dell’Università Magna Græcia di Catanzaro e di tutti gli enti che hanno partecipato alla nostra vittoria. Vogliamo dedicarla a tutta la regione Calabria, che è una regione straordinaria», ha dichiarato tra gli applausi del pubblico.

La serata ha confermato la Start Cup Calabria come uno dei principali appuntamenti regionali dedicati all’innovazione, capace di mettere in rete università, ricerca e impresa e di offrire ai giovani talenti un’occasione concreta per trasformare le proprie idee in imprese, dimostrando che le sfide del futuro possono trovare risposta proprio nella conoscenza, nella collaborazione e nella capacità di fare rete.

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGLIA