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San Lucido

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SAN LUCIDO (COSENZA) – Tutti guariti nella ormai ex località-focolaio del tirreno cosentino. Il Covid-19 sembra essere andato via e l’ultimo bilancio fa registrare ben 50 persone guarite. Azzerato, quindi, ogni altro indicatore nell’ultimo aggiornamento sul coronavirus proveniente da San Lucido, quello delle ore 14.30 di ieri, che fa registrare zero ricoveri in terapia intensiva e nessun isolamento domiciliare.

Quattro sono stati, purtroppo, i decessi, tra cui Gianni Mazza, uno dei maggiori rappresentati della marineria locale e componente di una numerosissima famiglia, quella maggiormente colpita dal temibile coronavirus. In tale contesto, si registra il commento di un portavoce dei Mazza, Benito, da sempre punto di riferimento della politica e del sindacato locali, già consigliere comunale sanlucidano.

«Finalmente San lucido fa registrare zero positivi. La mia famiglia, una delle famiglie sanlucidane più coinvolte dal facolaio dovuto al Covid-19 – racconta Benito Mazza al Quotidiano del Sud – è uscita completamente da questo calvario ed oggi tiene a ringraziare la dottoressa Benavoli dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza per la sua onnipresenza e attenzione. La ringraziamo soprattutto per non averci mai lasciati soli. Ci ha sempre sostenuto, fino alla fine, chiedendo anche a qualche suo collega di procedere a titolo gratuito con i tamponi, che nel frattempo avevano e hanno subito degli arresti a causa dello sciopero dei “camici bianchi” del servizio “118”».

«Ancora oggi – prosegue Mazza – teniamo doverosamente a ringraziare medici e infermieri del “118”, sempre in prima linea ed anche tutti i volontari di San Lucido che, mettendo a rischio se stessi e le loro famiglie, hanno deciso comunque di aiutarci fattivamente».

L’ex consigliere comunale e rappresentate della famiglia di pescatori locali, Benito Mazza, aggiunge: «San lucido da oggi potrà guardare nuovamente ad un futuro con speranza. Speranza che ci auguriamo però possa essere supportata da fatti e gesti concreti per far sì che il nostro Paese possa risorgere economicamente e socialmente».

E poi conclude: «La mia famiglia è unita più che mai ed insieme ai sanlucidani lotterà affinché il sole possa risplendere più di prima e il mare possa brillare di un blu più intenso in onore e memoria del nostro caro Gianni Mazza e degli altri compaesani che non ce l’hanno fatta», sono le parole di speranza e ottimismo pronunciate dal politico sanlucidano alla luce della bella notizia delle guarigioni. La località tirrenica cosentina, come si ricorderà, è stata fortemente attenzionata dalla Istituzioni, ad ogni livello, per il pericoloso focolaio che alcuni mesi addietro l’ha colpita, all’indomani del primo contagio calabrese, registrato però nella vicina Cetraro e rappresentato da un cittadino del nord a cui è stato consentito un trasferimento ospedaliero dalla Lombardia alla Calabria.

Per San Lucido, infatti, il governatore della Calabria, Jole Santelli, alla luce della forte pressione, anche mediatica, relativa alla rapida diffusione dei contagi, ha emesso subito un provvedimento di chiusura del paese con vigilanza delle forze dell’ordine negli accessi, in ingresso e in uscita. Ciò è servito a limitare i danni, grazie anche e soprattutto all’intenso lavoro di Carabinieri e Polizia che, nonostante la iniziale carenza di uomini e mezzi, sono poi riusciti a blindare l’intero territorio, individuando e multando anche i tanti trasgressori sorpresi a violare le regole.

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