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L'assessore Francesco Talarico

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COSENZA – E’ tornato in giunta regionale Francesco Talarico. Non lo ha fatto fisicamente, visto che nella riunione di lunedì scorso risultava come assente, ma nei fatti è tornato a gestire deleghe pesanti come quella al Bilancio e al personale.

Gli effetti della legge Severino sono venuti meno dopo la revoca degli arresti domiciliari nei suoi confronti disposta dal gip di Catanzaro un paio di settimane fa. Talarico era stato sospeso a gennaio, fu la presidenza del Consiglio dei ministri a notificare alla giunta e al consiglio regionale il decreto di sospensione dalla carica di assessore al Bilancio e alle Politiche del personale della Regione Calabria. Decreto che fa riferimento alla “Legge Severino” che prevede “la sospensione di diritto dalle cariche di presidente della giunta regionale, assessore e consigliere regionale, quando è disposta l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari”,

Talarico è coinvolto nell’inchiesta della Dda “Basso profilo” che ha per oggetto le elezioni politiche del 2018. Secondo la procura Talarico, assieme all’imprenditore Gallo e a Tommaso e Saverio Brutto avrebbero stretto un patto corruttivo con la promessa di “entrature” per l’ottenimento di appalti per la fornitura di prodotti antinfortunistici erogati dalla sua impresa e banditi da enti pubblici economici e società in house, attraverso la mediazione – secondo le accuse – dell’europarlamentare Lorenzo Cesa in cambio della promessa di un “pacchetto” di voti. Il tutto in un incontro romano fra l’allora segretario nazionale dell’Udc Lorenzo Cesa (anche lui indagato), Talarico, Brutto padre e figlio e l’imprenditore Gallo.

Oltre la pronuncia del gip di Catanzaro vi era stata anche la pronuncia del Riesame che aveva annullato a carico di Talarico l’aggravante delle modalità mafiose e lo scambio elettorale politico-mafioso. Scaduti quindi i 3 mesi di detenzione domiciliare previsti per il reato di corruzione elettorale, Talarico è tornato nel suo ruolo istituzionale perchè la legge glielo consente. L’opportunità invece è altra cosa.

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