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Flavio Stasi

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COSENZA – «Ma Stasi si candida?». Era la domanda più ricorrente, fino a qualche giorno fa, vigilia della scadenza dei termini per la presentazione delle candidature alla presidenza della Provincia di Cosenza. E lo era soprattutto nel centrosinistra, ovvero quella coalizione che proprio Stasi avrebbe potuto guidare se l’originaria strategia di Francesco Boccia, commissario dei dem cosentini, non si fosse poi infranta sugli accordi per il congresso del Pd.

Stasi – sindaco di Corigliano Rossano, comune più grande e popoloso della provincia – in campo è rimasto lo stesso, da autonomo, con buona pace del Pd. Sfiderà alle elezioni del prossimo 20 marzo Ferdinando Nociti, sindaco di Spezzano Albanese e candidato di Pd e centrosinistra, e Rosaria Succurro, sindaca di San Giovanni in Fiore e candidata del centrodestra.

«La mia candidatura – dice Stasi, in un lungo documento – non è contro né a favore di qualcuno, ma sintetizza una proposta politica di rinnovamento della classe dirigente e di rilancio di un ente falcidiato dagli interventi istituzionali ma anche ridotto (per scelta) quasi ad ufficio passacarte, mentre proprio nella cruciale fase del PNRR c’è bisogno di un ente provinciale autorevole, che supporti e che coordini i territori in questa sfida epocale. È una candidatura, che non è frutto di accordi o baratti, ma che risponde semplicemente all’esigenza ed alla voglia di dare voce ai territori, dallo Ionio al Tirreno, dal Pollino al Savuto, dalle Serre cosentine alla Sila passando per la valle dell’Esaro: piccoli e grandi centri che possono avere nella Provincia il punto di riferimento comune».

Le prossime elezioni, dice anche il sindaco, devono aprire «una discussione sul ruolo della provincia e sulla necessità che questa istituzione torni ad essere punto di riferimento politico-istituzionale per i territori e per gli amministratori locali; una discussione sull’esigenza di far misurare ed emergere una classe politica che si sta facendo le ossa nella trincea delle amministrazioni locali e che spesso viene tenuta ai margini; una discussione su come vincere la sfida Pnrr e più in generale della programmazione europea che spesso trova gli Amministratori Locali a combattere con le fionde ed in ordine sparso. Si tratta di argomenti che nelle ultime competizioni a livello provinciale sono stati totalmente assenti – continua Stasi – Questa è una delle ragioni che mi hanno spinto proporre la candidatura a presidente, una candidatura partita dal basso, da tanti amministratori di piccole e grandi città della nostra grande e importante provincia che evidentemente avvertivano l’esigenza di superare la liturgia delle designazioni dinastiche o della spartizione di postazioni. Il segnale forte, che va anche oltre le elezioni provinciali, è quello della presenza e del coraggio di una classe dirigente che amministra quotidianamente i comuni (la missione più difficile) e che è pronta a proporsi e guidare anche altri processi politico-istituzionali».

La provincia che immagina Stasi è un ente «che svolga un ruolo politico-istituzionale di proposta e di rafforzamento delle posizioni degli amministratori locali nei tanti processi che li coinvolgono, anche oltre le competenze formali (rifiuti, sistema idrico, sicurezza, salute ecc); un ente che sblocchi e torni a pianificare anche i grandi interventi infrastrutturali di cui una provincia estesa come la nostra ha un grande bisogno, con particolare riferimento al collegamento delle aree interne e maggiormente disagiate; un ente che integri e coordini le risorse sul tema della scuola; una provincia che sia la casa comune dei sindaci e degli amministratori locali».

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