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Alle elezioni comunali di Rende, Principe sindaco al primo turno, débacle per Ghionna, fermo al 19,48 per cento (4.115 voti) e Bilotti con 3.090 preferenze (14,63 per cento)


Sandro Principe ottiene una vittoria plebiscitaria al primo turno ed è eletto sindaco di Rende. Dribblato agevolmente l’eventuale il ballottaggio che sin dalle prime battute dello spoglio è apparso sostanzialmente impossibile. In base ai dati ufficiali del ministero dell’Interno l’ex sottosegretario ha ottenuto 12.368 preferenze pari al 58,54 dei consensi.

PRINCIPE SINDACO DI RENDE

La coalizione si è attestata su percentuali simili, ovvero al 59,63 per cento. Il premio di maggioranza prevede 15 seggi alla maggioranza di Principe che saranno, in base alle preferenze ottenute, così distribuiti: cinque seggi a Insieme per Rende, due seggi a testa per Rende riformista, Rende Avanti, Innova Rende, Avanti Rende libera e Italia del Meridione.

COMUNALI RENDE, STACCATI I COMPETITOR

Staccatissimi gli altri competitor. Marco Ghionna si ferma al 19,48 per cento (4.115 voti), la sua coalizione ottiene complessivamente il 19, 96 per cento. Per Ghionna scatta il seggio in qualità di candidato a sindaco non eletto. Due seggi per Rende azzurra, un seggio per Fratelli d’Italia e un seggio per Futuro. A bocca asciutta invece le liste Prima Rende, Noi Moderati e La Rende che vuoi. Giovanni Bilotti incassa 3.090 preferenze (14,63 per cento). Anche a lui spetta il seggio del candidato a sindaco non eletto. Un seggio per la lista Progressisti democratici e un seggio per Generazione, niente da fare invece per la lista Partecipazione. Infine ottiene un seggio la candidata a sindaco Rossella Gallo che registra 1.174 consensi (5,56 per cento), la coalizione a suo sostegno 919 voti pari al 4,47 per cento. Nessun seggio per Luciano Bonanno che ottiene 379 voti (1,79 per cento), la sua lista 241 voti pari all’1,17 per cento.

LA DISCESA IN CAMPO DI PRINCIPE

La discesa in campo di Principe è stata richiesta da ampi settori della classe politica rendese. Dopo ventuno anni Principe torna dunque ad indossare la fascia tricolore. Lo fa in un momento storico molto delicato per Rende. Il Municipio è infatti reduce da un commissariamento in seguito allo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Senza contare l’acceso dibattito sulla fusione con Cosenza e Castrolibero, bocciata nel referendum consultivo dello scorso 1° dicembre. Ed è proprio la crociata contro la città unica che ha favorito la genesi della candidatura di Principe. Il comitato del no alla fusione ha deciso di convergere sull’ex parlamentare socialista.

IL FRONTE COMPATTO DI PRINCIPE


Un fronte compatto che ha sparigliato le carte lasciando poche speranze alle altre compagini sin dalle prime battute della campagna elettorale. «Questa è una vittoria per Rende e i rendesi», ha detto Principe ai cronisti davanti al punto d’incontro. «Dobbiamo mettere le scarpette da tennis per rimettere in sesto questa città», ha aggiunto. Principe ha quindi rilanciato la necessità «di una squadra ampia che guarda al presente ma che si proietta al futuro». «Siamo a un tornante delicato della storia della città e dell’area urbana ma se siamo uniti e lucidi possiamo creare sviluppo e solidarietà per il territorio», ha sottolineato il neo sindaco.

LA CLASSE POLITICA


Dura la disamina sulla classe politica: «I partiti praticamente non esistono al giorno d’oggi. Sono stanze vuote, un tempo erano luoghi di riflessione, di confronto e anche di scontro. Vedo allo stato attuale solo piccoli oligarchi. A sinistra il fallimento del Pd ha creato una desertificazione. Parlano di campo largo ma cosa c’è in questo campo cavolfiori, melanzane, pomodori? La sinistra è stata sempre la casa della cultura ma oggi si parla d’altro».

IL CENTRODESTRA


Il centrodestra, coeso sotto la candidatura di Ghionna, non ha retto l’onda d’urto principiana. Stesso discorso per la coalizione dei Giovanni Bilotti sostenuto dal Partito democratico e dall’ex maggioranza di Marcello Manna. Staccatissimi Rossella Gallo, appoggiata dal Movimento 5 Stelle, Avs e Rifondazione comunista e Luciano Bonanno. Sono tante le sfide che attendono Principe e la sua squadra nel prossimo quinquennio. C’è, come detto, l’irrisolta questione della città unica con la proposta di legge regionale ancora in itinere. Lo stesso Principe all’indomani della consultazione referendaria aveva posto l’accento sulla necessità di sperimentare l’Unione dei Comuni per migliorare la qualità dei servizi. Negli ultimi mesi c’è stata anche un’accelerazione per la realizzazione del Policlinico universitario.

POLITICA LIVOROSA

Dal punto di vista prettamente politico il centrosinistra consegna il fermo immagine di uno schieramento livoroso a Rende. Il Partito democratico ha respinto la candidatura di Principe e ha sostenuto Bilotti, una circostanza che ha generato un’ulteriore diaspora a gauche. M5s, Avs e Rifondazione comunista infatti hanno infatti optato per formulare un’alternativa a Principe e Bilotti materializzando la discesa in campo di Gallo. Per non farsi mancare nulla nel centrosinistra da segnalare l’endorsement del Partito socialista italiano a Principe. Il Psi, forza politica a cui appartiene il sindaco di Cosenza Franz Caruso, ha deciso di non seguire il Pd. Quest’ultimo, lo ricordiamo, è la colonna portante della maggioranza di Caruso a Palazzo dei Bruzi.
Il centrodestra, dal canto suo, non ha avuto problemi di unità ma le urne non hanno comunque regalato sorrisi. A pesare, forse, la primogenitura della proposta di legge sulla fusione. Una ferita ancora non cicatrizzata che ha inciso considerevolmente nelle dinamiche politico-elettorali.

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