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Inizia il comizio vestito da Pinocchio: la trovata di Agostino Chiarello, sindaco uscente e candidato per la terza volta a Campana. Il suo modo per rispondere alla lista avversaria


CAMPANA – «Sono il vostro sindaco burattino: Pinocchio. Sono stato in carica per 11 anni e non mi sono mai accorto di aver solo riscaldato la sedia! Non ho fatto praticamente nulla, anzi ho approfittato della pazienza dei campanesi. Quindi non posso che ringraziarti, Campana, per quello che, nonostante tutto, mi avete dato. Mi dicono che ora mi devo trovare un lavoro e che devo partire. Ma qui c’è mammà con la pensione e ho solo un contratto con una consigliera regionale». Ha aperto così, a sorpresa, il comizio di giovedì scorso il sindaco uscente di Campana Agostino Chiarello, che ci riprova per la terza volta con la coalizione “Le Radici e le Ali”.

La lista avversaria, “Progetto Campana”, è invece guidata dal Generale dell’Esercito in quiescenza Giacinto Parrotta. La trovata di Chiarello, durata pochi minuti in cui è salito sul palco imitando nelle movenze il burattino di Carlo Collodi, con tanto di naso lungo e di valigia di cartone, simbolo della partenza per nuovi lidi, si è conclusa con un “Ciao Campana!” sulle note della colonna sonora del celebre film di Comencini. Sembrava di assistere ad uno sketch organizzato solo per divertire il pubblico del paese dell’Elefante di Pietra, in cui il sindaco uscente, facendo autoironia e incassando risate e lunghi applausi dai suoi sostenitori, ha invocato persino l’intercessione di San Francesco per ottenere il miracolo. Poi l’uscita di scena con la valigia in mano e il sottofondo della nota canzone di Julio Jglesias “Se mi lasci non vale”.

“RISPONDERE ALLE OFFESE CON ALTRE OFFESE NON E’ NEL MIO STILE”

Subito dopo, il rientro sul palco con la sua squadra per iniziare il comizio “vero” e spiegare i motivi dell’insolita trovata. «Non è mia abitudine fare questi sketch teatrali, chiedo scusa a tutti – ha esordito Agostino Chiarello – dovevo rispondere alle offese con altre offese e non è il mio stile, per cui ho preferito fare autoironia». E come si fa in democrazia, inizia a controbattere punto per punto alle accuse. «Sono stato rimproverato di non aver avuto rispetto per la Giunta Regionale che per me sarebbe un nemico da abbattere – ha affermato – . Com’è noto, ho solo inviato un messaggio di auguri per l’elezione all’assessore Gianluca Gallo, ricordandogli le promesse fatte a Campana, non ancora evase».

In merito all’altra accusa, quella di essersi “venduto” politicamente allo scopo di entrare a far parte come consulente esterno esperto nella struttura della consigliera regionale renziana Filomena Greco, ha precisato: «Quando eravamo entrambi sindaci, io di Campana e la Greco di Cariati, abbiamo avuto molti scontri; poi ho lavorato per lei nell’Ufficio Tecnico del Comune di Cariati, nonostante non fossimo della stessa linea politica». Filomena Greco – ha continuato – ha apprezzato le sue qualità amministrative e professionali e l’ha scelto per lavorare con lei in regione.

«Essere stato scelto è un vanto – ha puntualizzato – non significa che mi sono venduto». Ai «neofiti della politica» che lo rimproverano di non lavorare, ha ricordato di aver rinunciato nel 2020, una volta vinte le elezioni, allo stipendio di responsabile dell’Ufficio Tecnico di Cariati e di non aver voluto fare l’ingegnere a Campana per dedicarsi completamente ai suoi concittadini ed evitare conflitti d’interesse. Infine una tirata d’orecchi al suo competitor, Giacinto Parrotta, per non aver preso le distanze dalle accuse rivolte alla sua persona da alcuni candidati della sua lista.

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