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Il premier Conte ai funerali di Jole Santelli

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COSENZA – Accade sempre così. Raramente si riescono ad inquadrare bene le cose quando si hanno sotto gli occhi. Tutti i calabresi conoscevano la storia politica di Jole Santelli, i suoi vent’anni in parlamento, i ruoli di sottogoverno, la sua dedizione a Forza Italia, a Berlusconi. Ma in pochi avevano contezza del ruolo che recitava nello scacchiere politico nazionale.

La Calabria aveva un leader politico di peso, ma non ce ne eravamo accorti. “Colpa” della Santelli, del suo modo di essere. Colpa di Jole, come la chiamavano tutti e come lei pretendeva di essere chiamata «Continuerò ad essere Jole per tutti», disse la notte del suo trionfo elettorale alle scorse regionali.

Trattava tutti allo stesso modo dai leader politici nazionali al bottegaio sotto casa, a noi cronisti di provincia, lei che aveva rapporti confidenziali con le grandi firme nazionali. Affrontava tutti con quel suo sorriso che non aveva nulla di amaro o malinconico, era privo di quella venatura di tristezza che potesse farti anche solo intuire la battaglia che stava combattendo contro il male oscuro che la stava divorando. Aveva un’energia contagiosa e  fino al suo ultimo giorno ha coltivato tenacemente uno sguardo sul futuro.

Invece ieri i calabresi hanno capito. La venuta in Calabria per i funerali del presidente del consiglio Giuseppe Conte, della presidentessa del Senato Casellati e del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese ne è plastica testimonianza. Il paragone può essere irrispettoso e ce ne scusiamo, ma nemmeno ai funerali di Giacomo Mancini o Riccardo Misasi scesero a Cosenza cariche così alte dello Stato.

Per la Santelli ci sono stati riconoscimenti unanimi con il minuto di silenzio osservato sia alla Camera dei Deputati sia al Senato, con l’omaggio resole in sede di conferenza Stato/Regioni, il CorSera che ha scelto di trasmettere in diretta streaming i funerali e il profluvio di dichiarazioni da parte praticamente di tutto il mondo politico, nessuno escluso.

Certo in parte avrà contribuito le circostanze di questa morte che hanno sorpreso una giovane donna in età troppo precoce. Ma questo spiega solo in parte la risonanza che ha avuto la dipartita della prima presidente donna della Calabria. La verità è che la Santelli aveva la stoffa e il carisma del leader, aveva una grande capacità di intessere relazioni anche fuori dal suo schieramento politico e dalla politica con rapporti stretti che aveva allacciato con la mondanità romana ma anche pezzi importanti dello Stato nella magistratura e nelle forze dell’ordine. Credeva molto nella complicità femminile in nome di quella che lei stessa definiva «la grande concretezza delle donne».

Così fra i tanti omaggi ricevuti sicuramente significativo è quello delle donne di centrosinistra che l’hanno ricordata con rispetto e senza ipocrisia. Aveva un carisma di cui hanno parlato firme del calibro di Marco Damilano o Tommaso Labate. Sapeva aggregare, coinvolgere. Forza Italia in Calabria era sostanzialmente lei con i suoi pregi e i suoi difetti. Era lei che ne disegnava le traiettorie del futuro.

Quel futuro che oggi è tutto da decifrare e che comunque andrà avanti; però senza Jole, senza le sue sigarette, la sua politica, la sua voglia di vivere.

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