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Flavio Stasi

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CORIGLIANO ROSSANO – «Prima dei fondi servono le semplificazioni». Flavio Stasi sa di essere «una voce fuori dal coro», del resto è così che si definisce quando affronta il tema del dissesto idrogeologico a seguito degli ultimi eventi che hanno messo a serio rischio il territorio che amministra come primo cittadino.

«Aggiornare il Pai? Ok, lo si faccia – chiosa – Ma bisogna anzitutto dare adeguati strumenti di manovra ai sindaci: è impensabile che per costruire una piazza ci si impieghi un paio di anni e per realizzare interventi di mitigazione idrogeologica ci voglia l’eternità».

E Stasi, a corredo della sua tesi, fa anche degli esempi. «Il più clamoroso – dice il sindaco di Corigliano Rossano – è quello riguardante il Crati, il fiume più grande della Calabria per il quale, circa cinque anni fa, sono stati stanziati 8milioni di euro, al momento ancora non spesi».

In effetti i lavori per il rafforzamento dell’argine destro – data d’inizio fissata all’1 gennaio 2019 e data di conclusione programmata per il 2020 – non sono mai stati avviati. «In realtà – specifica Flavio Stasi – non c’è stata neanche la progettazione e ripeto ci sono 8milioni di euro».

Cosa fare, dunque, dinnanzi a tutto questo? «Sarebbe davvero necessario – afferma il sindaco – chiarire, e non all’italiana ma alla svizzera, quali sono i poteri e le competenze delle istituzioni, perché mi preme ribadire che casi analoghi a quello del Crati ne esistono a decine su decine».

A ogni modo mentre il sindaco dice la sua sul dissesto il peggio, su Corigliano Rossano, sembra essere passato. «Abbiamo monitorato, e stiamo continuando a farlo – dice il primo cittadino –, i torrenti, in piena a causa delle forti precipitazioni. Le maggiori criticità quelle legate al Coriglianeto, di cui si temeva l’esondazione: abbiamo chiuso un ponte sul torrente – aggiunge Stasi – e fatto le relative verifiche di stabilità. Inoltre, nelle zone rurali e montane abbiamo messo in sicurezza le famiglie, man mano stiamo ripristinando i servizi. C’è da dire – conclude il sindaco sul punto – che a spaventarci principalmente sia stata la mareggiata: come a dire che alla pioggia siamo preparati, ma al mare, al contrario, non ci si può preparare».

Il maltempo, con le forti precipitazioni verificatesi e tutti gli altri fenomeni estremi, ha poi “vanificato” alcuni interventi di recupero che l’amministrazione, sempre sul fronte dissesto idrogeologico, aveva posto in essere. «Quei lavori – commenta Stasi – ora sono perlopiù inutili e così torniamo sempre alla questione principale: se avessimo avuto procedure semplificate magari gli interventi sarebbero stati conclusi da un pezzo e il maltempo ieri non li avrebbe intaccati. Non è neanche questione – termina – di dare la colpa a quel governatore rispetto a quell’altro: bisogna solo avere gli strumenti adeguati».

E, ancora, procedere alla manutenzione dei terreni. «Se, di fatti – precisa Stasi –, i terreni non vengono manutenuti, i torrenti possono sì, in caso di circostanze estreme, esondare e quindi travolgere tutto ciò che hanno intorno». Travolgere, s’intende, sia il non abusivo sia l’abusivo.

«Perché sì – dichiara il sindaco –, il mio territorio è anche caratterizzato dall’abusivismo edilizio che le amministrazioni precedenti e noi in seguito abbiamo contrastato, almeno nella zona “a mare” demolendo le costruzioni. Ma – conclude – la vera criticità, sul mio territorio, non è questa. Come ho detto è un’altra». Parola d’ordine: semplificazione.

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