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Pasquale Villella

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Intervista al candidato a sindaco di Castrolibero Pasquale Villella in vista delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio.


CASTROLIBERO – Mancano otto giorni alle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026. A Castrolibero si contenderanno la fascia tricolore Nicoletta Perrotti, Francesco Serra e Pasquale Villella. L’AltraVoce-Il Quotidiano ha avviato le interviste ai candidati a sindaco. Di seguito l’intervista concessa da Pasquale Villella.


Lei è il più giovane tra i contendenti alla fascia tricolore. Cosa l’ha spinta a candidarsi per la carica di sindaco di Castrolibero?

«Da tempo avverto che la gente ha bisogno di respirare aria nuova; con questa consapevolezza ho accettato la candidatura voluta e sostenuta da associazioni, movimenti e cittadini. L’ho fatto quando il blocco di potere era ancora compatto attorno a Perrotti e mi sono convinto ancor di più quando è emersa la candidatura di Serra. Oggi più che mai è possibile trasformare il dissenso verso un potere obsoleto in una spinta potente per il cambiamento, rappresentata dalla lista che guido».

In più circostanze ha dichiarato che i suoi competitor, Nicoletta Perrotti e Francesco Serra, sono due facce della stessa medaglia dal punto di vista politico-amministrativo.

«Perrotti e Serra condividono un’esperienza di governo ultradecennale, sempre in totale sintonia con Orlandino Greco, seguendolo in ogni suo cambio di rotta, dalla sinistra alla Lega. Sono sempre stati la stessa faccia della stessa medaglia. Oggi si propongono come alternative, ma i cittadini non conoscono le ragioni di questa improvvisa doppiezza. La verità è che la loro unità la raccontano i fatti, il lungo trascorso e il presente. Insieme, hanno approvato il bilancio di previsione a marzo, condividendo la responsabilità di non dichiarare i debiti fuori bilancio, non tenendo conto della relazione del revisore che impediva l’approvazione. La loro unità imposta da interessi, da volontà che sono state e continuano ad essere predominanti.

La prova è la continuità registrata anche quando al posto di Greco è subentrato Serra come Sindaco facente funzioni. Sia quando c’era la candidatura condivisa della Perrotti, approvando il bilancio di previsione a marzo, sia successivamente, continuando ad agire in sintonia nonostante ad aprile Serra, Gangi e la Ricchio, insieme alla minoranza che fa capo a Cenzino Aiello e qualche copertura trasversale esterna, abbiano annunciato di fare un’altra lista, l’altra faccia, ma sempre della stessa medaglia. Una comune appartenenza che si è manifestata con la conservazione delle poltrone.

Perché non si sono dimessi se si sono separati? Semplice, perché a Castrolibero c’era il rischio che arrivasse un commissario esterno, allora tutti insieme a difendere la stessa medaglia dal rischio che mani esterne potessero mettere aprire cassetti scomodi e più uniti di prima nel consiglio di maggio per approvare i debiti fuori bilancio e quindi il predissesto.

Due piccioni con una fava, si è evitato il commissariamento e si è differita a maggio, anziché a marzo, la dichiarazione del predissesto, ottenendo il risultato di spostare la notizia il più vicino possibile al voto per limitare i danni elettorali. Il punto è che per agire come due facce della stessa medaglia, dimostra la convinzione che i cittadini siano un popolo raggirabile, ignari del fatto che sistia diffondendo una nuova consapevolezza rivolta al cambiamento».

Qual è la sua “ricetta” di rinnovamento della classe dirigente locale?

«La composizione della mia lista: forze giovani, capaci e fresche, libere da vecchi schemi. Professionisti competenti che hanno un unico obiettivo: spendersi per riportare al centro gli interessi della comunità. Siamo pienamente consapevoli che, per rinascere, Castrolibero debba abbattere i silenzi e le chiusure del passato. È necessaria una nuova capacità di confronto, sul territorio e fuori dai confini con un solo obiettivo: il benessere comune».

Quali sono i capisaldi del suo programma elettorale per una realtà strategica come Castrolibero?

«La priorità è riconsegnare al paese un ruolo strategico all’interno dell’area urbana, mettendo fine ad anni di assurdo dualismo tra Cosenza e Rende. La lista CambiaMenti nasce per scardinare questo sistema attraverso la partecipazione e il confronto alla pari. Questa è la vera svolta: un’azione di governo quotidiana per rendere il territorio castroliberese attrattivo e centrale. Siamo stati i primi a presentare un programma elettorale preciso e minuzioso; lo raccontiamo nei quartieri, scendiamo in mezzo alla gente, ci mettiamo la faccia e nulla viene lasciato al caso, sempre più convinti che il futuro del paese vada condiviso con chi lo popola».

Che ne pensa dell’Unione dei Comuni? Si tratta di un tema importante, in prospettiva, per l’area urbana di Cosenza.

«Credo che l’approccio vada totalmente capovolto: l’area urbana esiste già nei fatti da anni, ciò che è mancata è una politica capace di governarla. Se avessimo avuto una visione comune, non saremmo a questo punto. Penso alle macro-occasioni perse o bloccate, come il nuovo Ospedale Hub o la Metropolitana Leggera: investimenti da 600 milioni di euro fermi al 2019. Anzi, peggio: 160 milioni della Metro sono stati stornati a favore di Catanzaro e Reggio Calabria. Un danno immenso causato da campanilismi esasperati.

Sono convinto che se in quelle dispute ci fosse stato il Comune di Castrolibero, a rappresentare gli interessi delle Serre, avremmo potuto esercitare un’opera di mediazione decisiva per salvaguardare l’interesse generale.
Se ci fossero state politiche d’area, avremmo evitato quel referendum sulla città unica, nato e gestito in modo sbagliato e irresponsabile, a cui i cittadini hanno dato la giusta risposta. Dobbiamo ripartire dalle politiche d’area con consapevolezza e generosità. Basta campanilismi. Castrolibero è diventata grande dagli anni ‘70 proprio perché era attrattiva in un contesto trainato dall’Università della Calabria. Siamo passati da 2.000 a oltre 10.000 abitanti, ma negli ultimi anni abbiamo perso il 10% della popolazione, mentre Rende, Montalto, Mendicino e i due Marano continuavano a crescere, Castrolibero si chiudeva in se stessa perdendo appeal. Dobbiamo potenziare le dinamiche di sviluppo, porci in un contesto di crescita reale per poi affrontare, con serietà, le scelte che riguardano i futuri assetti istituzionali».

Lanci un appello agli elettori e alle elettrici di Castrolibero in vista dell’appuntamento elettorale del 24 e 25 maggio.

«Cari concittadini, il 24 e 25 maggio non è solo una data elettorale, è il bivio tra il declino e la rinascita. Castrolibero deve scegliere se restare una comparsa o tornare a essere protagonista.
Libertà e dignità, sono le parole chiavi per rilanciare gli interessi del paese, così essere guidati da rappresentanti capaci, trasparenti, determinati e autorevoli. Non basta sperare nel cambiamento: bisogna votarlo. Meno parole e più fatti. Scegliere la lista CambiaMenti significa rimettere al centro il cittadino ed essere proiettati insieme verso autonomia, competenza e sviluppo».

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