Il monumento dedicato alla leggenda di Cilla
3 minuti per la letturaLa leggenda dell’amore perduto di Cilla nel mare di San Lucido, il monumento dell’artista Salvatore Plastina
COSENZA – Le donne e il mare, un legame profondo e speciale. A San Lucido, nota località della costa tirrenica cosentina, l’unicità di questo rapporto è materializzato dalla leggenda di Cilla. La tradizione locale narra che in un’epoca indefinita Cilla, figlia di un pescatore, si innamorò di Tuturo anch’egli pescatore del luogo. Era dura la vita di chi andava per mare per sbarcare il lunario. Tanti sacrifici, un senso d’incertezza perenne e pochi ricavi.
Cilla era bella, dolce e generosa non le mancavano di certo gli spasimanti. Ma nonostante conoscesse bene i rischi del lavoro del suo amato, decise di sposarlo senza alcuna esitazione. Secondo la leggenda i due ebbero anche un figlio che chiamarono Micuzzu. La povertà non intaccava minimamente l’amore tra i due giovani di San Lucido. Le giornate erano lunghe e faticose ma bastava che i due incrociassero lo sguardo per darsi forza a vicenda. Un sentimento puro e immenso, due persone nate per vivere e invecchiare insieme.
LA MORTE DI TUTURO
Tutto cambiò però per sempre in una maledetta notte di tempesta. Una spaventosa burrasca mise in difficoltà le barche dei pescatori della costa. La mattina seguente i più fortunati fecero ritorno sul litorale. Ma Tuturo non fu tra loro. Il giovane annegò tra le onde impetuose. Ancora una volta il mare aveva cristallizzato la spietata dicotomia tra vita e morte. Cilla passò ore interminabili ad attenderlo. Non vedendolo arrivare decise di gettarsi dalla rupe nel disperato tentativo di salvarlo, ma annegò nelle acque di San Lucido.
Quella stessa rupe che aveva visto i sorrisi e i sussulti di gioia di Cilla ogni qualvolta Tuturo tornava dalla pesca fu testimone del gesto più disperato ed estremo. C’è anche chi ricorda che in realtà, secondo un’altra versione della leggenda, la donna scelse quella sorte dopo la morte del figlio anch’egli disperso in mare che anni dopo la scomparsa del padre ebbe lo stesso tragico destino.
Sempre secondo la leggenda del luogo, si sostiene che nei giorni di tempesta a San Lucido si possano ancora udire le urla strazianti di Cilla che invoca il ritorno del suo sposo.
IL MONUMENTO DEDICATO A CILLA
Al mito di Cilla, simbolo di legami e sentimenti, è stata dedicata la statua di una donna rivolta verso il mare con le braccia protese verso il suo amore perduto. Il monumento è posizionato a San Lucido tra la rotonda e la chiesa di San Giovanni Battista, visibile anche dal lungomare. La statua è stata realizzata dall’artista Salvatore Plastina di Fuscaldo, a cui è stato chiesto di rappresentare Cilla. «Il tuo mare è amore anche quando, crudele e amaro ti ha straziato l’anima, il tuo mare è amore. Guarda in alto Cilla, non si pieghino mai le tue braccia di madre, il tuo volto fissi il sole sempre e per tutti noi», si legge nell’iscrizione alla base della statua.
Ogni anno migliaia di visitatori si fermano ad ammirare la statua dedicata a Cilla a San Lucido, un simbolo imperituro di amore e di tragedia. Nell’affascinante borgo tirrenico le bellezze naturali si intrecciano con il ricordo di vicende umane fatte di coraggio e sacrificio. Una leggenda popolare che esprime la passione, la sofferenza, e la resilienza di chi vive ogni giorno accanto a un mare che può essere tanto generoso quanto impietoso.
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