Luigi Filosa
3 minuti per la letturaChi sono gli Onorevoli di Calabria, scopriamo le biografie dei parlamentari che dal 1946 ad oggi hanno rappresentato i calabresi in Parlamento, conosciamo Luigi Filosa
Fascista prima del fascismo, antifascista durante il Ventennio e poi di nuovo fascista nel 1943. Fu condannato tanto dai tribunali del regime, quanto da quelli dell’Italia liberata. Era nato a Cosenza nel 1897 in una famiglia medio borghese. Si era formato nell’ambiente liberale del Liceo Telesio, dove era stato allievo di Pietro Mancini e Nicola Misasi, di cui era anche parente per parte di madre. Allo scoppio della Prima guerra mondiale, è, come del resto Benito Mussolini, tra i socialisti interventisti e partecipa alle operazioni come tenente di fanteria. Si laurea quindi a Napoli in giurisprudenza.
Nel 1920, è con Michele Bianchi, futuro quadrumviro, tra i fondatori del fascismo in Calabria. Ma si attesta immediatamente su posizioni estremiste, a favore dell’instaurazione della repubblica e contro il latifondismo, contrapponendosi quindi alla linea di Mussolini che fonderà il suo potere sull’alleanza con la monarchia e con gli agrari e gli industriali.
In occasione del convegno di Napoli di preparazione della Marcia su Roma, arriva ad attaccare direttamente lo stesso Mussolini – “non vogliamo duci per diritto divino!” – come racconta Jole Lattari Giugni nel suo “I parlamentari della Calabria”, ma comanderà comunque le squadre consentine il 28 ottobre. Nel 1923, però, dopo il commissariamento della federazione di Cosenza che lo aveva confermato federale, viene espulso dal partito, insieme ad alcuni suoi sostenitori.
ONOREVOLI DI CALABRIA: LUIGI FILOSA VERSO L’ANTIFASCISMO
A quel punto, si avvicina rapidamente agli antifascisti, anche comunisti, e come avvocato assume la difesa di molti di loro. Dopo aver subito una diffida, è inviato al confino nel 1931. Liberato un anno dopo, verrà poi arrestato altre due volte. L’ultima nel 1934, insieme a diversi altri oppositori del regime, in occasione della visita di Mussolini a Cosenza.
Nel febbraio del 1943, quando ormai la crisi del fascismo era evidente e inarrestabile, rientra nel PNF, sognando sempre un movimento rivoluzionario e non di stretta fede mussoliniana. Arriva persino a immaginare un’improbabile alleanza tra l’Italia fascista e l’Unione sovietica contro il capitalismo inglese e americano. In quei mesi organizza dei gruppi di resistenza contro l’imminente sbarco degli Alleati e nel 1944 viene arrestato a Bari, mentre cerca di raggiungere il nord Italia. Al processo, testimoniano in suo favore molti antifascisti illustri, tra cui il comunista Fausto Gullo e il democristiano Luigi Nicolitti, ma Filosa viene comunque condannato a 8 anni di carcere, che non sconterà grazie all’amnistia Togliatti.
Liberato, nel dicembre del 1946 è tra i fondatori in Calabria del Movimento Sociale Italiano. Alle elezioni del 1948 è eletto deputato, con oltre 11 mila preferenze. Grazie al suo impegno e al suo prestigio, in Calabria il MSI raggiungerà un risultato più che doppio rispetto al nazionale, il 5,41 per cento. L’anno dopo, però, sarà dichiarato decaduto per essere stato federale fascista, ma nel 1953 viene rieletto. Resta tuttavia sempre se stesso, intransigente ed estremista. Così nel 1957 esce dal partito per contrasti sulla decisione di votare la fiducia al Governo Zoli. Molto attivo sui giornali locali continua il suo impegno politico, morendo a Cosenza nel 1981.
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