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COSENZA – Non è tenero con il Comune di Cosenza il mecenate Roberto Bilotti. E dopo aver a lungo atteso meditato, ha deciso di investire il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini della situazione. Qualche mese fa un mezzo di una ditta di pulizia, nel fare retromarcia, aveva distrutto un’opera di Sacha Sosno, una colonna dorica parte di un trittico, donato dalla famiglia Bilotti alla città (LEGGI). 

«Sono passati sei mesi – scrive Bilotti nella lettera protocollata ieri al ministero – e la colonna non è stata ancora restaurata, né risulta essere stata stipulata polizza assicurativa contro rischi di danneggiamento così come era previsto risolutivamente dell’articolo quinto del “modus delle donazioni”».

GUARDA: LA “COLONNA” PRIMA E DOPO L’INCIDENTE

Ma non si tratta solo dell’opera di Sosno. Bilotti sottolinea come «Irene Telesio, depositaria di 500 anni della storia più alta della città, ha donato con il sottoscritto al Comune materiali con carattere di unicità che giacciono in uno stato di abbandono e deterioramento irreversibile ed in parte sono stati rubati».

Per questo motivo Bilotti scrive a Franceschini «ciò che accade a Cosenza umilia i rari atti di mecenatismo, è contro il decoro di siti fruiti che offrono uno spettacolo raccapricciante ai turisti, disattende gli obblighi contrattuali ed essendo tutto sottoposto a vincolo ope legis, disattende l’obbligo della Sovrintendenza nella sua funzione di organi di vigilanza di ingiungere o sostituirsi nel restauro in danno all’ente».

Ma secondo i responsabili degli uffici comunali Bilotti esagera e non si rende conto delle procedure che gli enti pubblici devono seguire. Che rendono sicuramente più lunghi i tempi degli interventi. Secondo quanto ci ha riferito la direttrice del Museo dei Brettii e degli Enotri, presso la cui struttura sono conservati i resti della Colonna di Sosno, il Comune sta già visionando le proposte di restauro e, nel contempo, sta verificando la possibilità di rivalersi sull’assicurazione della ditta di pulizie, il cui dipendente ha provocato l’incidente. Non si tratterebbe, dunque, di disattenzione o superficialità, ma semplicemente di tempi tecnici per fare in modo che l’opera possa essere ricostruita da esperti professionisti, che possano riportare la Colonna il più possibile al suo aspetto originario.

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