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L’ANNO giubilare è ufficialmente iniziato anche in Calabria con l’apertura delle porte sante in tutte le diocesi della regione. Una grande commozione e una elevata partecipazione di fedeli ha caratterizzato le diverse cerimonie svoltesi nelle sedi delle curie. Le prime Porte Sante sono state aperte ieri a Reggio Calabria, Locri e Rossano (LEGGI LA NOTIZIA) mentre oggi si è completato il programma nelle altre sedi vescovili

CATANZARO – L’arcivescovo di Catanzaro e Presidente della Conferenza Episcopale Calabra, Vincenzo Bertolone, nell’aprire la porta santa ha spiegato che «nella nostra diocesi oltre che ai luoghi istituzionali, ho deciso di dare questa opportunità di Misericordia anche a luoghi significativi come Fondazione Betania, dove gli ammalati non possono uscire, ma anche a tutti i luoghi dove ci sono le mense dei poveri, perché i sacerdoti possano mettersi a disposizione dei fedeli, al centro di solidarietà dove ci sono gli immigrati, alcuni dei quali sono cattolici, al carcere. In tutti i luoghi di sofferenza e povertà, ogni presbitero potrà direttamente mettere a disposizione la Misericordia della grazia di Dio ai fedeli».

COSENZA – «Non esigete nulla di più di quanto è stato stabilito», afferma il Vescovo di Cosenza, Francesco Nolè, citando San Giovanni Battista dopo l’apertura della Porta Santa. «Il passo del Vangelo ci invita ad accorgerci di quello che il Signore ci pone davanti, ma non chiedete nulla ingiustamente. Ecco spiegato l’appello del Papa ed ecco spiegato il senso di questo giubileo. Esso è il tempo del perdono, tutti abbiamo bisogno di essere perdonati, ma anche di perdonare. Varcare la porta santa – prosegue Nolè – significa andare incontro al Padre, ed egli si commuove prima del nostro perdono, ecco la misericordia. Poi dobbiamo donare la stessa misericordia ricevuta verso i nostri fratelli. Oggi vi invito ad incontrare il Signore, a trasformare e riempire il vostro cuore di misericordia».

CROTONE – Per l’arcivescovo di Crotone-Santa Severina, Domenico Graziani, dobbiamo «far sì che il Giubileo non passi come semplice cerimonia, senza effetti nella nostra vita: Dio solo è misericordia, misericordia che non è però condonismo ma che fa tutt’uno con la giustizia». Il presule ha auspicato che il Giubileo sia un «cammino verso l’interiorità» e che tutti si possa essere più «audaci e perseveranti a ricercare l’immagine dell’Uomo». Alla cerimonia, seguita anche nella piazza prospiciente il Duomo grazie ad un megaschermo, hanno partecipato migliaia di persone giunte anche del resto dell’arcidiocesi con pullman e auto e che stanno aspettando di attraversare la Porta Santa.

LAMEZIA TERME (CZ) – «Lamezia, di quanta luce hai bisogno! La corruzione, il clientelismo con i potenti, le compromissioni con la mafia, la zona grigia con il malaffare, lo sfruttamento dei lavoratori: è questo un campo in cui speriamo di raccogliere frutti di conversione, nel corso dell’Anno Giubilare». È un vero appello quello del vescovo di Lamezia Terme, Luigi Cantafora, che auspica che «l’Anno Santo sia l’anno della grazia, del perdono e della liberazione! Ci doni un cuore misericordioso che si curvi verso i miseri». Aggiungendo anche l’auspicio che «il Giubileo porti luce in questa città, attraversata da spirali di violenza che serpeggiano nell’apparente normalità». 

MILETO (VV) – Un bagno di folla ha accompagnato il vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, Luigi Renzo, verso la porta della Cattedrale della città normanna che al termine di una breve processione è stata aperta per inaugurare l’anno santo della misericordia. E proprio alla misericordia il presule ha richiamato tutti i fedeli perché non dobbiamo «farci prendere dalla paura ma lasciamoci abbracciare dalla misericordia di Dio», nella vita quotidiana bisogna «bandire gli atti contrari alla misericordia perché senza misericordia il mondo non si può salvare». Per poi aggiungere che «vivere con intensità l’anno della misericordia significa accogliere pienamente Dio nella nostra vita e diventare noi artefici di misericordia».

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