X
<
>

Ruggero Ciancio e Valdo Vercillo

3 minuti per la lettura

L’associazione “Aria Nuova” del centro storico di Rende ha avviato un progetto di ricerca sulle origini e sulla fondazione di Arintha


RENDE (COSENZA) – Una storia (quella con la s maiuscola) ancora tutta da scrivere. L’associazione “Aria Nuova”, guidata dal presidente Valdo Vercillo, ha avviato un progetto di ricerca sull’origine e sulla fondazione della città di Rende. Nella sede dell’associazione del centro storico Valdo Vercillo e Ruggero Ciancio hanno spiegato che questo studio indipendente beneficerà delle competenze di un gruppo di esperti, storici, archeologi e geologi. L’obiettivo è di verificare le notizie e gli eventuali reperti che si potranno raccogliere sul territorio.

LA FONDAZIONE DI RENDE

Secondo Dionisio di Alicarnasso i primi greci che solcarono il Mar Ionio provenivano dal Peloponneso. I loro capi erano Enotro e Peucezio. Quest’ultimo approdò sulla costa adriatica e qui si insediò in una parte delle attuali province di Bari e di Taranto. Enotro invece sbarcò sulla costa tirrenica e, con il tempo e attraverso varie tappe, fondò un apprestamento difensivo campestre che prese il nome di Acheruntia e poi di Arintha in onore della stessa sorella di Enotro che vi morì. Lo studioso Elia D’Amato, vissuto tra il Seicento e il Settecento, nell’opera “Pantopologia Calabra” si riferisce alla colonizzazione di Rende in questi termini: «Arintha, detta volgarmente Rende, città degli Enotri, situata in alto tra i fiumi Emoli e Surdo. Terra dovunque feconda per la sua vegetazione e per i frutti della terra».

IL PROGETTO DI RICERCA DELL’ASSOCIAZIONE “ARIA NUOVA”

L’approccio dell’associazione “Aria Nuova” è razionale e si basa in primis sulle ricerche di studiosi e appassionati come Lunetto Vercillo, Agostino Giraldi e Giuseppe Ciancio. Si parte dall’assunto che il primo suddetto insediamento del popolo degli Enotri a Rende sarebbe stato fondato nell’attuale zona di Nogiano tra il 550 e il 520 avanti Cristo. «Tuttavia negli anni, purtroppo, poco o niente è stato ritrovato. Sorge quindi il dubbio che il primo insediamento avvenne in un altro luogo dell’odierno centro storico di Rende», hanno sottolineato Vercillo e Ciancio.
Come mai negli anni nessuno avrebbe ritrovato nell’area di Nogiano in questione utensili, armi, monete o resti umani? Un dubbio che ha spinto Ciancio e gli altri attivisti a supporre che il primo insediamento possa trovarsi altrove. «Una suggestione» che tuttavia sarebbe avvalorata già da alcuni indizi rilevanti. È necessario però, ca va sans dire, un lavoro certosino e rigoroso per tentare di ottenere risultati concreti. «Se e non appena dovessimo reperire reperti o raccogliere qualsiasi tipo di dato significativo provvederemo naturalmente a informare il Comune di Rende e la Soprintendenza per i Beni culturali di Cosenza», hanno aggiunto Vercillo e Ciancio.
La fondazione di Rende e il mito ad essa legato della principessa Arintha hanno affascinato e incuriosito intere generazioni di rendesi e non solo.

L’associazione “Aria Nuova”, nata nel 1979 e formalizzata nel 1995, rappresenta un indiscusso punto di riferimento sociale e culturale per il centro storico di Rende. Un team di esperti da una parte e un gruppo di lavoro che ascolta dalla viva voce degli abitanti di Rende dall’altra, cercheranno (con tanta pazienza e altrettanta cautela) di dare una risposta concreta alla domanda fino ad oggi rimasta in qualche modo inevasa: dove e quando è nata Rende?

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGLIA