X
<
>

2 minuti per la lettura

Revocati i domiciliari a Vincenzo Astorino, 77enne di San Pietro a Maida, accusato di usura ed estorsione. Le indagini difensive smontano il racconto della presunta vittima


LAMEZIA TERME – Indagini difensive determinanti per la revoca degli arresti domiciliari nei confronti di Vincenzo Astorino, 77 anni, di San Pietro a Maida, agli arresti domiciliari dal 25 marzo 2026 per le accuse di usura e estorsione nei confronti di un piccolo imprenditore agricolo di Maida.

La compravendita di un trattore e la somma restituita

Il gip lo ha rimesso in libertà dopo che la somma di 130 mila euro, trovata dai carabinieri in un pollaio, era già restituita.

Astorino, difeso dagli avvocati Aldo Ferraro e Antonio Procopio, sin dall’inizio ha sostenuto che i rapporti con l’imprenditore agricolo riguardavano la compravendita di un trattore. Mai consegnato nonostante il pagamento del prezzo richiesto. L’indagato aveva quindi sostenuto che l’unica vittima in tale vicenda fosse proprio lui.

All’esito del giudizio di riesame, il Tribunale di Catanzaro annullò il sequestro del denaro ritrovato in possesso dell’indagato, avendo la difesa dimostrato la provenienza lecita dello stesso. Confermando tuttavia la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Le indagini difensive

In attesa del deposito delle motivazioni da parte del riesame, i difensori hanno quindi svolto complesse ed articolate indagini difensive, anche con l’ausilio tecnico del dottor Antonio Andrea Miriello che ha provveduto alla trascrizione di molte intercettazioni che la polizia giudiziaria aveva ritenuto “irrilevanti”, ma che i difensori hanno invece ascoltato una per una, verificando come il loro contenuto confermasse la versione dei fatti resa fin dall’inizio da Vincenzo Astorino.

La tenacia dei difensori ha consentito di acquisire significativi elementi di smentita delle dichiarazioni rese dalla persona offesa, determinando il provvedimento del gip di Lamezia Terme, Rosario Aracri, che ha revocato la misura cautelare applicata ad Astorino. Escludendo radicalmente la gravità indiziaria del reato di usura per il quale fu arrestato.

«Non veridicità del racconto offerto dalla persona offesa»

Nel provvedimento di revoca si legge infatti che gli esiti delle indagini difensive svolte dagli avvocati Ferraro e Procopio dimostrano la «non veridicità del racconto offerto dalla persona offesa» e quindi la sua assoluta inattendibilità. Le intercettazioni effettuate dagli stessi carabinieri mostrano inoltre uno stile di vita incompatibile con quello di un soggetto in «stato di bisogno», tale da giustificare la richiesta di un prestito a tassi usurari.

I difensori di Astorino sostengono inoltre che tutte le circostanze riferite dalla persona offesa risultano smentite dagli atti acquisiti presso enti pubblici e banche, i quali confermerebbero invece la veridicità delle dichiarazioni rese sin dall’inizio da Vincenzo Astorino.

A giugno 2025, inoltre, lo stesso Astorino venne denunciato ai carabinieri della stazione di Maida da altre due persone, indagate nello stesso procedimento e attualmente a piede libero, per presunte minacce e una presunta tentata estorsione. Secondo quanto ricostruito, i due avrebbero anche sollecitato più volte la presunta vittima a ritirare la denuncia.

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGLIA