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La crisi che stiamo attraversando è la conseguenza «di una politica neoliberista che ha trascurato e messo a rischio i due pilastri della dignità umana, il diritto alla salute e il diritto alla conoscenza».

Usa queste parole Nuccio Ordine, ordinario di letteratura italiana all’Università della Calabria, in una intervista rilasciata a El Pais (QUI L’ORIGINALE) tra i principali quotidiani spagnoli, per descrivere quelle che per lui sono le cause del progressivo tracollo socio-economico e sanitario che l’Italia, l’Europa e il mondo stanno attraversato a causa della pandemia del Coronavirus Covid-19.

Ordine, ribadendo quella che per lui è una battaglia di vita ossia promuovere un insegnamento di qualità, sostiene che «l’attuale crisi, che ha messo l’educazione telematica al servizio degli insegnanti, suscita tentazioni il cui compimento svaluterebbe lo spirito dell’educazione. Inoltre, non abbiamo abbastanza insegnanti, non c’è abbastanza finanziamento, non c’è abbastanza attenzione alla scuola. Il neoliberismo ha guardato dall’altra parte quando ha dovuto affrontare i due pilastri della dignità».

Appare, quindi, palese per Ordine che «c’è un conflitto tra le ragioni economiche e le ragioni della vita. Il discorso di Boris Johnson, il premier inglese, è orribile. Ha detto all’inizio che il virus avrebbe causato molti decessi e alla fine la popolazione sarebbe stata immunizzata … Una selezione naturale darwiniana! I deboli muoiono e i forti sopravvivono! L’idea di Johnson era quella dell’immunità del gregge, contestata dalla scienza. Una selezione della razza. Come il nazismo».

Parole molto forti da parte del docente calabrese per il quale comunque, il neoliberismo «domina il mondo e non risponde solo alla reazione di un singolo paese. Ecco perché insisto su questa idea: il coronavirus smaschera i limiti del neoliberismo, ci sta mostrando le sue contraddizioni. Johnson non voleva agire perché non voleva rallentare l’economia. Nella logica neoliberista, l’economia vale più della vita umana. Nel 1968 John F. Kennedy pronunciò un discorso in cui disse: “Il PIL, sfortunatamente, non misura le cose più importanti della vita. Non include la bellezza della nostra poesia, l’intelligenza del nostro dibattito pubblico, l’integrità dei nostri funzionari”. Un eccesso di economia ci fa perdere il senso della vita».

Sul futuro per il professore dell’Unical sostiene «se vogliamo voltarci e fare tesoro di ciò che abbiamo imparato, non dobbiamo dimenticare i mali che hanno afflitto l’umanità in passato. La lotta è tra memoria e oblio». Ed in quest’ottica «la letteratura ha una funzione profetica e ci insegna il passato. Boccaccio, Saramago e Camus vengono letti sulle epidemie. Leggendoli capisci la paura, la solitudine, l’impotenza di fronte a un nemico invisibile, il soggetto del capro espiatorio, la sofferenza, la perdita della libertà, la città fantasma».

Sollecitato da Juan Cruz, l’autore dell’intervista per El Pais, Ordine confessa il suo pensiero sull’insegnamento a distanza tramite internet: «Quando le scuole e le università sono chiuse, quando il rapporto con gli studenti cade, non abbiamo altra scelta che usare i mezzi, le classi di distanza, per mantenere viva la nostra relazione con i nostri studenti. Ma vedo un pericolo: dobbiamo essere presenti e combattere, far sentire la nostra voce. Alcuni presidi universitari affermano che questa non è la crisi, ma il futuro dell’educazione. La vera lezione è quella impartita in classe, l’esperienza umana che noi insegnanti e studenti abbiamo insieme. Un computer non cambierà mai la vita di uno studente, ma la parola di un insegnante può cambiare la vita di un ragazzo».

Per concludere, Ordine offre la sua visione del mondo: «Solo una fratellanza universale, la consapevolezza della solidarietà umana, sarà in grado di migliorare la società, risolvere l’ingiustizia e la disuguaglianza. Se siamo indifferenti o egoisti, se non siamo solidali e generosi con gli altri, non possiamo vivere in un mondo migliore, non possiamo cantare felicemente. Questa è la mia visione del mondo … Non abbiamo alcun contatto con i bambini, con le madri, con i fratelli; In questo clima di confinamento stiamo scoprendo l’importanza dell’altro nella vita, che non siamo isole separate».

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