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Il seminario dei pedagogisti dell'UniCal

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Presentato all’UniCal un progetto di studio per costruire un patto educativo per la Calabria, la pedagogia motore di rigenerazione sociale


RENDE – Educare significa trasformare, secondo l’insegnamento di Papa Francesco, per il quale ogni autentico cambiamento sociale ed economico passa attraverso una riforma profonda dell’educazione. È con questo spirito che, nell’aula Solano dell’Università della Calabria, ha preso avvio un progetto di studio e di ricerca dedicato alla ricostruzione della democrazia, promosso dal Dipartimento di Culture, Educazione e Società in collaborazione con il Dipartimento di Matematica e Informatica. All’incontro hanno partecipato centinaia di studenti, a testimonianza di un interesse crescente verso una pedagogia capace di coniugare formazione, cittadinanza e responsabilità civile.

PATTO EDUCATIVO

L’iniziativa rappresenta l’inizio di un nuovo cammino accademico, volto a costruire ponti tra sapere e società, tra università e territorio, tra conoscenza e giustizia. L’obiettivo è chiaro: promuovere un patto educativo come strumento di rinnovamento collettivo, capace di generare una grammatica pedagogica trasformativa, in grado di ripensare il destino della Calabria a partire dall’educazione, dalla cultura e dalla cura delle relazioni. In questa prospettiva, l’educazione non è solo trasmissione di contenuti, ma atto politico e spirituale, un cammino di liberazione e di costruzione di senso.

La pedagogia accademica di Arcavacata si è dunque misurata con temi di profonda attualità da cui è scaturita una discussione intensa, ricca di analisi e di proposte, che ha posto al centro la responsabilità educativa come via per la costruzione civile della democrazia.

IL SEMINARIO

Il seminario è stato aperto dagli interventi di Berardino Sciunzi, direttore del Dipartimento di Matematica e Informatica (DeMaCs), e di Maria Mirabelli, direttrice del Dipartimento di Culture, Educazione e Società (DiCES), entrambi alla loro prima uscita istituzionale.

Particolarmente apprezzati gli interventi dei docenti di Pedagogia generale e sociale, Rossana Adele Rossi e Giovanbattista Trebisacce, che hanno restituito al pubblico studentesco la piena profondità del pensiero pedagogico come azione etica e sociale, capace di incidere concretamente sulla realtà. I due accademici hanno invitato i giovani studenti a considerare la Calabria come spazio possibile di speranza e di riscatto, un territorio dove la pedagogia può diventare motore di rigenerazione culturale e civile. Rossi e Trebisacce hanno inoltre posto particolare attenzione discorsiva sulla coscienza come categoria fondativa del pensiero pedagogico, poiché essa “genera realtà”: è dalla coscienza che nascono l’azione, la responsabilità e il cambiamento.

LEGGI ANCHE: UniCal, pedagogisti a confronto su un patto educativo per la Calabria – Il Quotidiano del Sud

IL VALORE DELLE PAROLE

La mattinata di studio, coordinata da Giancarlo Costabile, docente di Pedagogia dell’Antimafia, si è conclusa con l’intervento di Mario Caligiuri, professore di Pedagogia della Comunicazione e tra i massimi studiosi del rapporto tra intelligence e democrazia.

Nel suo contributo, Caligiuri ha posto al centro della riflessione il valore fondativo delle parole, sottolineando come esse non si limitino a descrivere la realtà, ma ne costruiscano il senso e l’identità:

“Le parole rivelano ciò che pensiamo, ma anche ciò che vogliamo diventare.”

IL MESSAGGIO

La sua riflessione ha invitato studenti e docenti a riscoprire nella lettura un gesto profondamente politico e civile: leggere significa aprirsi al mondo, comprendere la complessità, diventare cittadini più consapevoli.

Un messaggio che si lega al progetto di un nuovo patto educativo, fondato sul potere trasformativo della cultura e della parola, e sul ruolo dell’università come luogo di rigenerazione del pensiero democratico, capace di coniugare formazione, ricerca e impegno civile.

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