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Uno dei seminari

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Seminario in tre parti sulla pedagogia della sorpresa di Pasolini, percorso di Università della Calabria e Università Pontificia Salesiana


A cinquant’anni dalla morte, il pensiero e l’opera di Pier Paolo Pasolini – brutalmente assassinato all’Idroscalo di Ostia nella notte tra il primo e il 2 novembre 1975 – continuano a interrogare il mondo della cultura e dell’educazione. Scrittore, poeta, regista, intellettuale scomodo ed eretico, originale e scandaloso, Pasolini sarà al centro di un seminario dedicato al suo sguardo critico e profetico in programma all’Università della Calabria venerdì 19 dicembre dalle 9.30 alle 11.30.

LE RELAZIONI

Interverranno Giancarlo Costabile, docente di Storia dell’Educazione all’UniCal (“L’eresia della verità in Pier Paolo Pasolini”), Roberto Alessandrini, docente di Antropologia culturale all’Università Pontificia Salesiana di Roma e all’Istituto universitario Pratesi di Soverato (“Pasolini profeta? Critica alla società dei consumi e omologazione delle coscienze”), Renato Butera, storico del cinema alla Salesiana (“La ricotta”: coscienza critica o vilipendio?) e Monica Lanzillotta, docente di Letteratura Italiana contemporanea all’UniCal (“Eretico Pasolini. La sfida al pensiero dominante”).

SEMINARIO IN TRE PARTI

L’incontro è l’ultimo appuntamento di un seminario in tre parti dedicato a Pasolini intellettuale, inaugurato in ottobre all’Istituto universitario Pratesi di Soverato (che in regione forma a livello accademico educatori professionali) e proseguito in novembre all’Università Pontificia Salesiana di Roma per iniziativa delle Facoltà di Scienze dell’educazione e di Scienze della comunicazione sociale. Il percorso è stato ideato da Roberto Alessandrini, Renato Butera, Giancarlo Costabile e Antonio Dellagiulia con la collaborazione di Claudia Caneva, Rosa Fiore, Luciano Squillaci, Monica Lanzillotta, Paolo Manganiello e Pasquale Neri.

PASOLINI E LA CALABRIA

Il seminario di Soverato del 24 ottobre, dedicato a Pasolini provocatore, ha permesso una riflessione sul rapporto tra lo scrittore e la Calabria a partire dal reportage La lunga strada di sabbia, dalla polemica “Lettera ai calabresi” apparsa sul quotidiano Paese Sera e dal documentario Comizi d’amore. Nel corso dell’incontro sono stati inoltre proiettati due cortometraggi di cui Pasolini ha firmato il soggetto: Il mago di Mario Gallo (1959), girato nelle campagne di Rovito, nel cosentino, e Stendalì (1960) di Cecilia Mangini, dedicato ai canti funebri della Grecìa salentina.

PASOLINI EDUCATORE

“Pasolini educatore” è invece il tema al centro del seminario che si è svolto il 28 novembre all’Università Pontificia Salesiana di Roma, frequentata da studenti di 94 diversi paesi. Lo scrittore e regista è stato educatore come insegnante, maestro, opinionista, intellettuale orientato a risvegliare la coscienza civile. In particolare, nelle Lettere luterane e in alcuni articoli scritti per Il Mattino del Popolo egli delinea un modello di scuola alternativa e anticonvenzionale, considera l’educazione uno strumento per difendersi dal potere e invita a drammatizzare l’insegnamento utilizzando il teatro come strumento didattico.

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CRITICA DELLA MODERNITÀ

Critico della modernità omologante e desacralizzata (illuminante il mediometraggio La ricotta, proiettato nel corso del seminario), l’”eros pedagogico” di Pasolini lascia in eredità una riflessione originale sull’importanza dei corpi e della fisicità, sull’esigenza di prestare attenzione “a questo e a quel ragazzo, a questa e a quella ragazza”, sulla necessità di elaborare una liberante pedagogia della sorpresa in grado di educare all’inatteso e all’imprevisto, sulla nostalgia di un sacro che forse non salva, ma illumina, forse non redime, ma rivela.

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