Don Marcello Cozzi
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Giornata di studi organizzata da Unical e Irfi, a confronto università, magistratura, Chiesa per un’alleanza educativa contro le mafie
RENDE – Quale idea di legalità è oggi necessaria per contrastare le mafie dentro società attraversate da disuguaglianze, fragilità educative e nuove forme di potere criminale? È attorno a questa domanda che si svilupperà la giornata di studio “Quale legalità contro le mafie”, in programma domani, giovedì 21 maggio 2026, tra l’Università della Calabria e l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Francesco di Sales” di Cosenza.
L’iniziativa è promossa dall’Istituto di Ricerca e Formazione Interdisciplinare sulle mafie e la corruzione “don Peppe Diana” della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli, dall’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano e dal Dipartimento di Culture, Educazione e Società dell’Università della Calabria, nell’ambito del XV ciclo seminariale di Pedagogia dell’Antimafia (2011-2026).
Il percorso
La giornata, pertanto, rappresenta un nuovo tassello del percorso culturale e pedagogico che l’UniCal sta sviluppando negli ultimi anni sul terreno dell’antimafia educativa, nella convinzione che il contrasto alle organizzazioni criminali non possa essere affidato esclusivamente all’azione repressiva e giudiziaria, ma richieda una profonda trasformazione culturale, sociale e formativa.
Infine, l’obiettivo dell’incontro è infatti quello di mettere in dialogo saperi differenti – pedagogia, teologia, magistratura, sociologia, intelligence, ricerca educativa – per interrogarsi sulle condizioni necessarie alla costruzione di una legalità democratica capace di incidere realmente nelle coscienze, nelle relazioni sociali e nei territori.
Sessione mattutina
La sessione mattutina, prevista alle ore 10.30 presso l’University Club dell’Università della Calabria, sarà aperta dai saluti istituzionali del prorettore vicario Stefano Curcio e del decano della Sezione San Tommaso della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, Antonio Foderaro. A coordinare i lavori sarà Giancarlo Costabile, docente di Pedagogia dell’antimafia all’UniCal.
Interverranno don Marcello Cozzi, coordinatore dell’IRFI “don Peppe Diana”, da anni impegnato sul rapporto tra mafie, etica pubblica e giustizia sociale; la sostituta procuratrice generale di Catanzaro Marisa Manzini, tra le figure più autorevoli della magistratura italiana nel contrasto alla criminalità organizzata; e Mario Caligiuri, docente dell’Università della Calabria e presidente della Società Italiana di Intelligence, che offrirà una riflessione sui mutamenti delle mafie contemporanee e sulle nuove forme del potere criminale nell’età globale.
Sessione pomeridiana
Nel pomeriggio, a partire dalle ore 16.00 presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Francesco di Sales” a Rende, la riflessione si sposterà sul rapporto tra educazione, comunità ecclesiali e costruzione della coscienza democratica.
I lavori saranno introdotti da don Emilio Salatino, direttore dell’ISSR, e da Rossana Adele Rossi, coordinatrice del Corso di Studio unificato in Scienze dell’Educazione e Scienze Pedagogiche dell’UniCal.
Dialogheranno Tullio Romita, coordinatore dei corsi di laurea in Scienze Turistiche e Valorizzazione dei Sistemi Turistico-Culturali dell’Università della Calabria, e don Ennio Stamile, rettore dell’associazione UniRiMi “Rossella Casini”, impegnata nella promozione della memoria delle vittime innocenti delle mafie e nella costruzione di percorsi di cittadinanza attiva nei territori più fragili della Calabria.
Le conclusioni saranno affidate all’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, mons. Giovanni Checchinato.
La giornata di studio si colloca dentro una più ampia riflessione sul ruolo pubblico delle istituzioni educative e culturali nella costruzione di comunità democratiche capaci di contrastare le mafie non soltanto sul piano penale, ma soprattutto sul terreno della formazione delle coscienze e della liberazione culturale.
Pedagogia antimafia
In questa prospettiva, la pedagogia dell’antimafia proposta dall’Università della Calabria prova a oltrepassare una visione esclusivamente emergenziale del fenomeno mafioso per interpretarlo come questione educativa, antropologica e sociale. Le mafie, infatti, non si alimentano soltanto attraverso la violenza criminale, ma anche mediante consenso sociale, disuguaglianze, subordinazione culturale e povertà educative.
Per questo il seminario intende rilanciare il valore delle alleanze educative tra università, scuola, magistratura, Chiesa e società civile, nella convinzione che la legalità democratica debba tradursi in partecipazione, responsabilità collettiva e giustizia sociale.
L’iniziativa conferma inoltre il crescente impegno dell’Università della Calabria nel consolidare il proprio ruolo come spazio pubblico di elaborazione critica e di intervento culturale sui grandi temi della contemporaneità, rafforzando il dialogo tra ricerca accademica, territorio e istituzioni impegnate nella costruzione del bene comune.
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