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Achille Capizzano

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RENDE (COSENZA) – Oggi ricorre il settantesimo anniversario della scomparsa dell’artista rendese Capizzano. Colto e sensibile riuscì a ritagliarsi uno spazio importante nell’arte italiana del XX secolo.

Nacque l’11 maggio del 1907 in una povera e numerosa famiglia. Il padre Achille vendeva carbone ma si arrangiava anche come ciabattino. La madre Annunziata Greco svolgeva dei piccoli lavori di sartoria per arrotondare il modesto bilancio famigliare. Capizzano perse i genitori in tenera età; la madre quando aveva 4 anni e il padre quando ne aveva 11.

A prendersi cura del piccolo Achille fu la sorella più grande, Aida, nata nel 1894, nota per la sua passione letteraria. Era un’apprezzata insegnante elementare ma amava scrivere poesie a sfondo patriottico.

Aida, con la scomparsa dei genitori, fu l’unica fonte di sostentamento della famiglia. Si dedicò con grande abnegazione all’educazione del fratello, sostenendolo fino agli studi ginnasiali. Le disgrazie però per la famiglia Capizzano non si erano esaurite e anche Aida nel 1922 morì lasciando il giovane fratello in balìa degli eventi.

IL DONO DELL’ARTE

Nonostante i gravi lutti, il ragazzo dimostrò grandi capacità nel mondo dell’arte. Ma bisognava fare i conti con la dura realtà. Non vi erano studi d’arte in zona e il liceo classico a Cosenza era troppo oneroso per le precarie risorse economiche della famiglia.

Aiutato da alcuni generosi compaesani si iscrisse al Regio Istituto Industriale nella speranza di trovare un lavoro ben retribuito. Un piccolo fondo di cassa concesso dall’Unione Magistrale della Provincia di Cosenza, in memoria della sorella Aida, gli consentì di prendere lezioni d’arte. Aveva appena 16 anni e già la passione per l’arte lo aveva ormai conquistato.

Una figura importantissima per la sua formazione artistica fu lo zio Giovanni Greco, fratello della madre, che pur non avendo nessun titolo accademico era considerato l’artista “tuttofare” del paese. Sapeva infatti dipingere, ornava le case, restaurava le Chiese, realizzava con la creta i pastorelli per il presepe, costruiva ingranaggi e per la gioia dei paesani faceva volare i palloni di carta velina che portavano in cielo immagini sacre in occasione delle feste patronali.

VERSO ROMA

Dopo tante sofferenze il 1923 fu l’anno della svolta per Capizzano. Partecipò a un concorso per una borsa di studio durevole per tutto l’arco degli studi degli aspiranti artisti. Vinse il concorso e nello stesso anno cominciò la sua avventura nella Capitale, e successivamente superò le prove di ammissione per il “Regio Istituto Superiore delle Belle Arti”.

Andò ad abitare in una stanzetta presso Via Labicana 81, un luogo che gli resterà sempre caro. Nel 1932 Achille convolò a nozze con Finella De Paola dalla quale ebbe tre figli: Mirella, Anna e Giuseppe.

VIA PANISPERNA

Terminato il suo periodo formativo, Capizzano cominciò a far parte di alcuni studi d’arte. Un balzo decisivo fu l’ingresso, presso il “Centro d’Arte” di via Panisperna 78, diretto dall’architetto Luigi Moretti con il quale venne a crearsi un duraturo e formidabile sodalizio.

Nella stessa via a pochi metri di distanza, in quegli anni Enrico Fermi, Edoardo Amaldi e altri studiosi facevano scoperte sensazionali nel campo della fisica nucleare.

I SUCCESSI

Collaboratore di artisti come Ferruccio Ferrazzi e di prestigiosi architetti, Capizzano vinse i due concorsi per l’esecuzione di un gigantesco mosaico nella Sala Centrale del Palazzo dei ricevimenti e dei congressi all’E42 (Eur, Roma).

Fra il 1934 e 1943, Capizzano eseguì per il Foro Italico cinque grandi mosaici pavimentali, insieme a Gino Severini, Angelo Canevari e Giulio Rosso. La carriera didattica di Capizzano presso la Regia Accademia delle Belle Arti ebbe inizio nel 1940 dove fino al 1949 fu assistente alla cattedra di Ornato Disegnato di cui divenne Incaricato dal 1949 al 1951.

Nonostante i grandi successi professionali Capizzano non dimenticò mai la sua amata Rende e nel 1949 dipinse la cupola della chiesa di Santa Maria di Costantinopoli nel centro storico.

LA SCOMPARSA

La morte lo colse a Roma il 28 luglio 1951 sotto i ferri chirurgici nella sala operatoria del Policlinico, nel tentativo di asportazione di un tumore renale. Ai funerali nella chiesa di Sant’Agnese in via Nomentana a Roma parteciparono centinaia di persone.

Negli anni Novanta nel centro storico di Rende è stato sottoposto a lavori di restauro Palazzo Vitari e nel 1997 è stato assegnato in gestione al Centro per l’arte e la cultura “A. Capizzano”, che nel 2004 vi ha istituito il Museo d’arte dell’Otto e Novecento.

Il Maon, è stato inaugurato il 4 Maggio 2004 per iniziativa del Centro per l’arte e la cultura “A. Capizzano”. Quest’ultimo, diretto dall’indimenticato Tonino Sicoli, è nato nel 1997 su iniziativa di Sandro Principe. Nel 1954 venne dedicata a Capizzano una sala personale alla XXVII Biennale Internazionale di Venezia.

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