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Claudio Villa e la piccola Nuccia

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ERANO gli anni Cinquanta e l’Italia stava faticando a riprendersi dalle macerie del dopoguerra. Erano gli anni che avrebbero innescato il boom economico, quelli in cui si sperava in un futuro migliore del recente passato, che si sognava, si auspicava una ripresa economica e sociale travolgente. Claudio Villa non era ancora il “Reuccio”, ma aveva già recitato da protagonista nel film “Serenata amara”. Le vittorie al Festival di Napoli e a Canzonissima erano ancora da venire. Da venire era anche “Buonanotte Cosenza”, il brano bello e struggente che proprio Villa impreziosì, e questa storia che raccontiamo ne accende una suggestione in più.

Proprio in quegli anni, infatti, Claudio Villa tenne un concerto a Cosenza. Uno dei tanti. Ma fu un’esperienza che rimase scolpita non solo nella sua memoria ma anche in quelli che la vissero in prima persona e che poi, questa storia, ancora oggi, la tramandano e la raccontano. Come Giannino Dodaro, che ha approfittato di un lungo post su Facebook per toglierla fuori dai cassetti della memoria.

Il concerto, allora. Gli applausi, le strette di mano, le richieste di autografi. E una bambina. Nella folla esultante tutta intorno a Villa, infatti, si fa strada una bambina accompagnata dal papà che chiede solo di poter parlare da vicino con il suo idolo, l’astro nascente della musica leggera italiana. Il suo nome è Nuccia. La piccola, però, è malata, ed è il papà che racconta al cantante le difficoltà quotidiane legate alla malattia. Claudio Villa si interessa, si appassiona alla storia di questa piccola cosentina che non si lascia abbattere e va avanti a testa alta contro il male che la opprime. La conversazione si allunga e al papà viene in mente di osare l’invito: “Signor Villa, perchè una volta non viene a cena a casa nostra?”.

L’amicizia, insomma, tra i tre nacque e con gli anni si intensificò. Le lettere, i saluti trasmessi in diretta tv e, lontano dai riflettori e dai paparazzi, Villa venne più volte a Cosenza ospite della famiglia di questa bambina, diventata, poi ragazza e donna.

La storia venne fuori ufficialmente solo trent’anni dopo, negli anni Ottanta quando qualche giornalista in cerca di scoop sentì il cantante dire al telefono “Ci vediamo più tardi, amore mio”. Villa era a Vibo Valentia, all’hotel 501, per la finalissima del Cantasud e ad un certo punto si mise alla guida della sua auto in direzione Cosenza. Ovviamente un codazzo di giornalisti lo seguì, tutti convinti di avere per le mani lo scandalo del giorno, ma la realtà era piuttosto diversa da quella che si erano immaginati. Non c’era nessuna amante, nessuna relazione clandestina da scoprire e sparare sui giornali, se non l’amore e l’affetto che il grande Claudio aveva nutrito in tutti quegli anni per Nuccia. Fu proprio Villa, infatti, ad invitare i giornalisti a salire al terzo piano di un palazzo di piazza Fera (l’attuale piazza Bilotti) per verificare con mano la situazione.

“Semplicemente una bellissima storia di solidarietà, di affetto e di amore nei confronti di una ragazza molto sofferente” chiosa Giannino Dodaro nel suo post e nel quale, a questo punto, spiega: “Mi impegnai affinchè Cosenza riconoscesse a Claudio Villa questo grande gesto. Dopo aver contattato e raccontato la storia anche al sindaco dell’epoca, Pino Gentile, riuscii a far avere la cittadinanza onoraria all’artista. Fu una serata meravigliosa conclusasi con una grande cena a casa dell’avvocato Cribari”.

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