INDICE DEI CONTENUTI
Cosenza tra occulto e misteri: Vicoli bui e boschi fatati sotto la luna piena. L’estate cosentina si popola di racconti paranormali, presenze spiritiche e paura.
Per qualche motivo, l’estate cosentina evoca sempre momenti notturni, seduti su una sedia di plastica su un terrazzo al mare o in campagna, in cui si raccontano storie paranormali. Storie che non trovi nei libri di storia, ma che girano sottovoce tra le case, nei vicoli e nei ricordi degli anziani. Racconti che parlano di miracoli, di fantasmi e di desideri sussurrati. A metà tra fede e paura, tra verità e immaginazione.
A Cosenza, uno dei luoghi più curiosi è all’Arenella, lungo il Crati. Lì si trova una piccola chiesa conosciuta come U Crucifissicchiu. Non ci si arriva affatto facilmente: sembra quasi nascondersi, come tutte le cose misteriose. Al suo interno custodisce una pietra con impressa una croce, e la sua leggenda è molto affascinante. Si racconta di una donna che, un giorno, raccolse quel sasso dal letto del fiume per usarlo in casa.
Di notte le apparve in sogno Gesù, che la rimproverò dicendole: “Riportala dov’era e costruisci una chiesetta”. Quando la donna si svegliò, sulla pietra era comparsa l’impronta del crocifisso. Da quel giorno l’edificio è rimasto intatto nonostante le piene del fiume. E anche quando l’acqua una volta entrò, lasciando fango fino al soffitto, i fedeli trovarono la lampada ancora accesa. Un piccolo segnale che, in certi casi, la fede sa accendersi più forte anche di una impetuosa corrente d’acqua.
FATE, DESIDERI, STREGHE E STRANE PRESENZE DELL’ALDILÀ
Più in alto, sopra la città, arroccato su una collina, c’è il Convento dei Cappuccini. Di giorno sembra un posto tranquillo, ma di notte, soprattutto con la luna piena, si dice che qualcosa cambi. Tra le mura della struttura, nei sotterranei, in molti giurano di aver sentito sussurri e lamenti che i racconti popolari presumono siano le anime dei monaci, legate per sempre a segreti che non hanno mai confessato. C’è chi ha visto figure incappucciate muoversi nel chiostro, avvolte da una nebbia leggera. Forse suggestione, forse realtà. Fatto sta che quando la voce gira, difficilmente si trova il coraggio di passare da quelle parti da soli dopo la mezzanotte.
PER CONSULTARE ALTRI ARTICOLI DI UNICAL VOICE LEGGI QUI
COSENZA TRA MISTERI E OCCULTO: LEGGENDE PARANORMALI
E come poteva mancare una storia paranormale anche sul simbolo della città: il Castello Svevo, sul colle Pancrazio. La sua imponenza e la sua importante storia non bastano a nascondere i misteri che lo abitano. Una su tutte: il fantasma di Isabella d’Aragona, che ancora piangerebbe il suo amato prigioniero, giustiziato per ordine del re. Passi nei corridoi vuoti. Gemiti nelle stanze. Sono tanti i visitatori che hanno raccontato di averli vissuti. Qualcuno dice persino di aver visto una figura velata attraversare le sale. Realtà? Immaginazione? Difficile dirlo. Ma chi ci è stato di notte racconta che, comunque vada, un brivido lungo la schiena scorre gelido dall’inquietudine.
Ma il centro storico di Cosenza nasconde anche un tocco di magia più leggera, quasi fiabesca. Una piccola fontana medievale, conosciuta come “Fontana dei Desideri”. Qui la regola è semplice: si sussurra un desiderio all’acqua e si aspetta che si avveri, ma senza mai rivelarlo a nessuno. Perché, se lo dici, il sogno si trasforma in sfortuna. Alcuni anziani del posto raccontano di aver sentito strani mormorii dalla fontana, come se i desideri non realizzati continuassero a vibrare nell’aria. È un po’ suggestivo, sì, ma anche poetico pensare che certi sogni restino lì, sospesi nell’acqua, in attesa di qualcuno che li raccolga.
MISTERI E OCCULTO, NON SOLO COSENZA: LE STORIE DELLA PROVINCIA
Eppure, le leggende paranormali non si confinano soltanto alla città di Cosenza. Anche la sua provincia custodisce un mondo parallelo fatto di anime, misteri e racconti esoterici. A San Fili vivono ancora le storie delle magare, streghe capaci di incantare e di spaventare. Nel castello di Malaugello riecheggiano le voci dei riti oscuri. Mentre i ponti del diavolo, quello di Paola e quello di Civita, conservano il fascino di antiche sfide con l’aldilà. Le campagne di Luzzi, Rose e Lattarico, dalla Sambucina fino ai centri abitati, sono teatro di racconti di spiriti erranti, e nei boschi di Spezzano Piccolo si narra che ancora la Jumara di Cardone, il giovane che vaga per la vegetazione. Infine, la leggenda di Cirella Vecchia, un paese abbandonato, la cui popolazione fu decimata da un’epidemia, lasciando in eredità un silenzio che ancora oggi sembra parlare attraverso anime che non hanno accettato la loro fine.
Cosenza e la sua provincia sono fatte di storie che strappano un sorriso, che fanno tremare un po’ e che lasciano addosso la sensazione che, da qualche parte, mito e realtà si siano sposati. E se una notte d’estate camminerai per i vicoli o lungo le campagne silenziose, potrai sentire pure tu un sussurro, un passo dietro le spalle o un urlo. Magari è solo vento. O magari è Cosenza che ti sta raccontando la sua storia più antica e occulta.
COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA