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Apre a Cosenza il Centro Antidiscriminazioni LGBT+ per offrire ascolto, protezione e supporto a chi subisce discriminazioni legate all’orientamento sessuale o all’identità di genere.
COSENZA – Un segnale forte per la tutela dei diritti civili in Calabria: ha ufficialmente aperto le sue porte il Centro Antidiscriminazioni (CAD) LGBT+ di Cosenza. Uno spazio sicuro, gratuito e accessibile, pensato per offrire ascolto, protezione e supporto a chi subisce discriminazioni legate all’orientamento sessuale o all’identità di genere. La presentazione si è tenuta ieri mattina nella Sala Consiliare del Comune di Cosenza. Il CAD nasce dalla sinergia tra Arci Cosenza, Arcigay Cosenza e Arci Red APS, con il sostegno dell’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, e si avvale della collaborazione di partner istituzionali e territoriali: Comune e Provincia di Cosenza, Università della Calabria, ASP di Cosenza, Hoplà Cooperativa Sociale e Arci Servizio Civile Cosenza.
Il centro in Via Padre Giglio, Piazza Molino 1 – affiancato da uno sportello online – offre un’ampia gamma di servizi: sportello di accoglienza e primo ascolto, consulenza psicologica individuale e di gruppo, assistenza legale per le vittime di discriminazione, orientamento sanitario e percorsi per la salute sessuale e mentale, mediazione culturale e orientamento al lavoro.
Apre a Cosenza il Centro Antidiscriminazioni LGBT+
A moderare l’incontro Rosaria Alessia Buffone, segretaria di Arci Cosenza e responsabile comunicazione CAD. A raccontare la nascita e l’evoluzione del progetto è stato Silvio Cilento, presidente di Arci Cosenza e coordinatore del Centro: «Dopo tre anni di collaborazione con Arcigay Reggio Calabria, è emersa con forza l’esigenza di creare due CAD autonomi sul territorio calabrese. Le richieste erano in costante aumento: arrivavano persone da tutta la Regione. Conosciamo bene le criticità dei nostri territori: mobilità limitata, isolamento, scarsità di servizi. Spesso, la distanza può diventare una forma di esclusione. Avere due sedi operative ci permette oggi di superare queste barriere e di iniziare a costruire un’equipe multidisciplinare capace di seguire, tra le altre cose, anche i percorsi di transizione di genere. Un bisogno reale, ma finora senza risposte strutturate».
Ma il CAD non si limita a offrire aiuto: vuole formare, sensibilizzare, costruire cultura. Saranno attivati percorsi rivolti a scuole, aziende, operatori sanitari e forze dell’ordine, per promuovere una società più inclusiva, consapevole e rispettosa.

Il ruolo delle amministrazioni nel contrasto alle discriminazioni
Il consigliere comunale Francesco Alimena ha sottolineato il ruolo delle amministrazioni nel contrasto alle discriminazioni: «In Calabria, l’assenza di infrastrutture e di collegamenti tra una città e un’altra può diventare discriminante». Le disuguaglianze non si manifestano solo nei gesti o nelle parole, ma anche nelle distanze, nella carenza di servizi, nelle possibilità negate. Alimena ha sottolineato l’impegno dell’amministrazione comunale nella tutela dei diritti civili e ha ricordato l’attivazione del registro dell’identità alias, sulla scia dell’esempio virtuoso dell’Università della Calabria: «Cosenza vuole essere una città che riconosce i diritti e li difende. Una città che non lascia indietro nessuno». E ha concluso con un pensiero rivolto a chi ancora vive nel silenzio: «Per coloro che non hanno trovato il coraggio o avuto la possibilità di uscire allo scoperto, quando decideranno di farlo, sapranno che noi saremo qui, pronti ad abbracciarli».
CAD: un presidio di diritti e cultura
A rafforzare il messaggio, l’intervento del consigliere Giuseppe Ciacco, che ha definito il CAD «un presidio di diritti e cultura, aperto a tutte e tutti». La docente Giovanna Vingelli, in rappresentanza dell’Unical, ha evidenziato il valore del sostegno istituzionale nella costruzione di spazi antidiscriminatori, mentre Maria Rosa Vuono, di Hoplà Cooperativa Sociale, ha ricordato come il CAD sia anche un terzo luogo: non solo supporto, ma laboratorio culturale e sociale.
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