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Solidarietà e umanità alla Trattoria Affavorì di Cosenza. Il presidente de “La Terra di Piero”, nonché anima dell’iniziativa, Sergio Crocco: «Questo orgoglio non è solo nostro: è di tutta la città».


COSENZA- Nel cuore del centro storico di Cosenza, in Piazza dei Valdesi, c’è un luogo in cui i sapori e i profumi della tradizione gastronomica si intrecciano con un’idea concreta di inclusione sociale. È la Trattoria Affavorì. Definirla soltanto un ristorante sarebbe una semplificazione miope: significherebbe non coglierne la natura più profonda. È un presidio umano prima ancora che un luogo di ristoro, nato dall’impegno dell’associazione “La Terra di Piero”, guidata da Sergio Crocco, che ha scelto la ristorazione per promuovere l’inserimento lavorativo di persone con sindrome di Down e disturbi dello spettro autistico. Un sistema che restituisce responsabilità a chi troppo spesso viene raccontato solo attraverso la fragilità.

Trattoria Affavorì: l’incontro tra cittadini e istituzioni

La Trattoria Affavorì è uno spazio che non separa, ma accoglie; che non assiste, ma coinvolge. E costruisce un cammino di autonomia personale, sociale ed emotiva. Ogni turno diventa un passo verso l’indipendenza, ogni servizio completato una forma di riconoscimento pubblico. A mettere in luce la forza del progetto è Sergio Crocco, anima dell’iniziativa, in un incontro che ha coinvolto cittadini e istituzioni: «Questo orgoglio non è solo nostro: è di tutta la città. Siamo riusciti non solo a far entrare questi ragazzi nel mondo del lavoro, ma soprattutto a costruire per loro autonomia. Svolgono le loro mansioni con piacere, dedizione e un senso del dovere spesso superiore alla media».

Parole che trovano riscontro nella quotidianità del locale. Il valore della Trattoria Affavorì non si misura nei numeri, ma nella capacità di trasformare la cucina in un luogo di relazione. I lavoratori, circa 30 con un’età che oscilla tra i 15 e i 65 anni, compongono una brigata intergenerazionale in cui ogni differenza diventa un ingrediente che arricchisce il risultato finale.

Solidarietà e umanità: un progetto sostenuto da privati e istituzioni

Determinante è il sostegno di chi ha scelto di accompagnare il progetto con continuità e discrezione, come l’imprenditore Federico Morabito, presenza costante accanto all’iniziativa: «Lo facciamo nel modo più semplice: col sorriso». Anche le istituzioni locali hanno riconosciuto l’importanza dell’esperienza. Il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, sottolinea la portata di questa realtà: «Questo posto profuma di solidarietà e umanità. Cosenza è diventata capitale della solidarietà nel 2023 grazie a persone e associazioni come queste, capaci di trasformare le parole in fatti». Un riconoscimento per la città, costruito grazie a un tessuto sociale composto da oltre 1200 associazioni e circa 12.000 volontari attivi sul territorio. Ma, soprattutto, una cultura diffusa dell’accoglienza che «nella Trattoria Affavorì trova una delle sue espressioni più autentiche».

Una realtà che produce valore e costruisce opportunità tangibili. E probabilmente è proprio questo il punto centrale dell’intero progetto: non è un’eccezione da celebrare, ma un modello da replicare. Perché quando l’inclusione funziona davvero, non ha bisogno di essere spiegata: si riconosce; si vive; arriva in tavola, ogni giorno, con il sorriso.

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