X
<
>

Mattia Marigliano

3 minuti per la lettura

Il giovane musicista Mattia Marigliano e il suo progetto di rilancio della lira calabrese creando una rete che «esalti la nostra identità»


C’È un momento in cui partire significa imparare a guardare la propria terra. Per il musicista Mattia Marigliano, ventidue anni, di Montalto Uffugo, quel momento è arrivato durante il percorso di studi al conservatorio “Francesco Venezze” a Rovigo. Proprio lì, lontano dalla Calabria, ha scoperto che le radici non sono un peso da custodire, ma un punto da cui ripartire per edificare qualcosa di nuovo e suggestivo.

MATTIA MARIGLIANO: LA STORIA

«Quando ti allontani da casa cominci a vedere il valore della tua terra» racconta. Proprio da questa consapevolezza che nasce un progetto artistico ancora giovane, ma già ricco: il rilancio della lira calabrese non per rinchiuderla nella solo dimensione della tradizione, bensì per Marigliano, per liberarne molteplici possibilità espressive.

Il suo percorso accademico lo ha portato a confrontarsi con persone provenienti da esperienze musicali molto diverse, «dove viene promosso un tipo di ricerca molto personale e individuale che porta a trovare una propria voce».

E la voce di Marigliano ha scelto di parlare anche il linguaggio della Calabria: la lira calabrese, strumento antico e affascinante, un simbolo più che un semplice oggetto musicale. Marigliano vi si avvicina quasi per caso, spinto dalla curiosità e dal desiderio di sperimentare. Poi quella curiosità si trasforma in qualcosa di più profondo: attraverso il liutaio lametino, Vincenzo Piazzetta e il musicista Gabriele Macrì prende forma una visione fatta di ricerca condivisa, amicizia e continuo confronto.

«Gabriele e Vincenzo sono per me dei maestri. Condividiamo questa battaglia e questa ricerca anche se siamo persone molto diverse». Una battaglia che non guarda al passato con nostalgia, ma al futuro con spirito di rinnovamento. «L’obiettivo della mia ricerca non è far ritornare in voga una tradizione, è un invito a riprendere in mano uno strumento e farne quello che si vuole, trovare in esso delle potenzialità ancora inesplorate», conclude.

LA MUSICA POPOLARE E IL TEATRO DEL LEMMING

Dietro questa ricerca c’è però anche un sentimento più intimo e personale: Mattia racconta di essere cresciuto in un contesto appartato, dove il rapporto con il paesaggio ha alimentato una naturale inclinazione alla contemplazione, una sensibilità che oggi riconosce come parte integrante del suo lato artistico. Per molto tempo la musica popolare non aveva trovato spazio nel suo mondo.

Il cambio di prospettiva si è materializzato nell’affascinante scenario del Teatro del Lemming, durante una performance di musica popolare: «In quell’evento ho ritrovato una dimensione contemplativa che non mi sarei mai aspettato di trovare in un momento conviviale». Da lì è iniziato un lavoro di meditazione sul potere della musica in forme nuove e variegate. Anche per questo rifugge ogni etichetta e si definisce «un compositore che non è più un pianista, ma con un bagaglio di fierezza». Ma aggiunge con sincerità: «Il mio è un pensiero che va al di là della musica».

MATTIA MARIGLIANO E UN PROGETTO DI RETE PER IL RILANCIO DELLA LIRA CALABRESE

Tra le idee per il futuro di Marigliano c’è anche un format che unisca racconto e performance attraverso una narrazione dedicata alla lira calabrese accompagnata da interventi musicali. Oltre ai progetti, però, a emergere è un desiderio che riguarda un’intera comunità, la sua: «Mi piacerebbe che venissero esaltate le persone della Calabria. La nostra intenzione è creare una rete, farci forza a vicenda, fare squadra e tirare fuori qualcosa di bello, esaltando la nostra identità».

È questo il cuore del suo percorso: dimostrare che le radici non servono a restare fermi, ma ad andare lontano senza dimenticare dove si è partiti.

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGLIA