X
<
>

Un momento del seminario

Share
2 minuti per la lettura

COSENZA – Ha un curriculum sterminato di riconoscimenti e collaborazioni. Un po’ in ogni parte del mondo. Da Firenze a New York, da Copenaghen a Innsbruck, dove, tra il 2017 e il 2019, con l’Armide di Jean Baptiste Lully ha portato a casa ben tre premi, tra cui quello per la Miglior coreografia. E da quando ha iniziato a insegnare, venticinque anni fa, ha ricoperto incarichi di prestigio come docente e direttrice di scuole di danza e accademie, in tutta Italia e in Europa.

Attrice, regista, coreografa, ballerina per vocazione fin dai tempi della Sorbonne – dove si è laureata e specializzata in Danza rinascimentale e barocca- Deda Cristina Colonna è uno dei talenti del teatro italiano. In questi giorni tiene all’auditorium Casa della Musica di Cosenza un ciclo di laboratori con gli allievi del liceo coreutico musicale Lucrezia della Valle e gli studenti del conservatorio Giacomantonio.

Una quattro giorni densissima – che terminerà domani- il cui tema principe è sempre e solo uno: la danza. Per la precisione, la danza barocca. Quella del ballet de cour di Luigi XIV, con passi imbrigliati in un rituale rigidissimo, dalla valenza fortemente simbolica. E di minuetti, gavotte e bourrée, danze che si legano a doppio filo al teatro, divertissements del bel mondo francese all’apogeo del suo splendore, ai tempi d’oro del Re Sole e della sua corte a Versailles.

A momenti tecnici strettamente legati al ballo, a cui partecipano soprattutto i ragazzi del Lucrezia Della Valle, si associano workshop con gli allievi del conservatorio. E mentre i più temerari si lanciano in qualche passo di danza insieme ai colleghi ballerini, la maggior parte degli aspiranti musicisti è chiamata a guardare con attenzione i movimenti della Maestra Colonna, per capire meglio come scegliere tempi e fraseggi degli spartiti studiati in classe. Perché il trait d’union tra musica e danza è l’humus musicale del Seicento, che avvolge in un unico abbraccio le due arti. Regalando a entrambe accenti e note comuni.

«Attraverso l’osservazione del movimento tecnico volevamo spiegare ai nostri allievi come nascono le coreografie barocche, che sono poi la base, il punto di partenza di gran parte del repertorio classico seicentesco. Per intenderci, molte delle composizioni di Bach sono ispirate a quelle partiture musicali» – spiega al Quotidiano Lorenzo Colitto, tra i professori del dipartimento di Musica antica del conservatorio che hanno deciso di avviare la collaborazione con Cristina Colonna.

La giornata conclusiva è prevista per domani. Quando un concerto chiuderà in bellezza il seminario, riunendo sul palco dell’auditorium sia gli allievi del conservatorio impegnati con la performance strumentista, sia i ragazzi del Lucrezia della Valle che porteranno in scena le coreografie imparate durante i laboratori. Tutti alle prese con L’Alceste e il Borghese gentiluomo, opere classiche del teatro francese firmate dal genio di Moliere con libretto del grande Jean Baptiste Lully. Tutti fianco a fianco, ancora per qualche ora, sotto lo sguardo vigile ed esperto di Cristina Colonna.       

Share

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

Share
Share
EDICOLA DIGITALE