INDICE DEI CONTENUTI
- 1 Il Castello, la danza, la scelta radicale di restare
- 2 Cosenza, la città che ha insegnato all’Europa a pensare
- 3 La Torta Telesio
- 4 Da Viale Parco, con il passato che diventa futuro, al centro storico che rinasce
- 5 MAB: l’arte cammina accanto alle persone
- 6 La Sila: il tempo che rallenta, la natura che insegna
- 7 Linea Verde Italia e la provincia di Cosenza: Le meraviglie della Sila
- 8 L’Università della Calabria: la scienza che ascolta il territorio
- 9 Tra cucina e cultura: la Calabria raccontata da Linea Verde Italia
Dai Giganti della Sila a Città dei Bruzi, dall’Università della Calabria alle prelibatezze enogastronomiche del territorio: la Provincia di Cosenza protagonista su Rai1 con Linea Verde Italia. Monica Caradonna e Tinto portano i telespettatori alla scoperta delle meraviglie del territorio calabrese.
COSENZA – L’inquadratura si apre lenta, solenne. La luce del mattino sale dalle colline, scivola sulle mura, indugia sulle feritoie, accende di oro antico la roccia. Il Castello Svevo di Cosenza emerge dal paesaggio come una presenza viva, un corpo che ha attraversato secoli senza mai arretrare. Da quassù la città non è un agglomerato di case: è una storia stratificata, un racconto che si dispiega, un respiro lungo. È da qui che Linea Verde Italia sceglie di cominciare il suo viaggio nella Provincia di Cosenza. Perché qui tutto converge: la memoria, la visione, il senso profondo di una terra che non si lascia ridurre a superficie. Sabato 31 gennaio, dalle 12.25 alle 13.20 su Rai1, Monica Caradonna e Nicola Prudente, in arte Tinto, hanno accompagnato il pubblico all’interno di una Calabria che non chiede di essere guardata, ma attraversata.
Il Castello, la danza, la scelta radicale di restare
Sulle terrazze del castello il tempo sembra sospeso. Poi accade qualcosa che rompe l’equilibrio apparente: la danza. I corpi dei ballerini della compagnia Create Dance entrano nello spazio monumentale e lo trasformano. I movimenti dialogano con la pietra, la sfidano, la accarezzano. Nasce così “Tentazioni d’Opera”, la performance per Linea Verde Italia. I danzatori attraversano sale, corridoi e scalinate, entrano e scompaiono tra le antiche stanze. Il corpo diventa strumento di lettura del luogo, raccogliendo l’eco della storia e restituendola in forma contemporanea. Non c’è separazione tra passato e presente: la danza abita il castello. La pietra osserva, il corpo risponde. E in quel dialogo prende forma un messaggio chiaro: anche nei luoghi più antichi può nascere un linguaggio nuovo, capace di parlare ai giovani, al territorio, al futuro.

Cosenza, la città che ha insegnato all’Europa a pensare
Dal castello lo sguardo scende lungo il centro storico. Vicoli che stringono, palazzi che raccontano, scale che conducono non solo altrove, ma indietro nel tempo. La passeggiata arriva in Piazza XV Marzo, dominata dalla statua di Bernardino Telesio, filosofo cosentino del Cinquecento, uno dei grandi innovatori del pensiero rinascimentale. Daniel Cundari (poeta, scrittore e performer plurilingue di Rogliano, apprezzato anche all’estero) racconta: «Bernardino Telesio rappresenta l’anima stessa della sua città natale: Cosenza. Nel Cinquecento, la città era il fulcro politico e culturale del Ducato di Calabria, sotto il dominio spagnolo degli Aragonesi. Definita l’Atene della Calabria, era crocevia di culture, per l’accoglienza che riservava ai suoi intellettuali». Le sue parole non spiegano: evocano. Trasformano la memoria in materia viva, rendono il passato una voce che continua a interrogare il presente.
Telesio rompe con la filosofia scolastica, mette la natura al centro dell’indagine, la riconosce come realtà autonoma, regolata da leggi proprie. La sua opera, “De rerum natura iuxta propria principia” (1565), influenzerà Giordano Bruno, Cartesio, Francis Bacon, Tommaso Campanella. Cosenza non è solo il luogo della sua nascita: è il laboratorio delle sue idee. L’Accademia Cosentina, definita Accademia Telesiana, diventa spazio di confronto, di libertà intellettuale, di modernità. Ancora oggi, camminando tra le pietre del centro storico, quella lezione sembra non essersi mai spenta.

La Torta Telesio
Ne vicoli del cuore antico della Città dei Bruzi, in piazza Parrasio, tra palazzi nobiliari e memorie popolari, emerge il Gran Caffè Renzelli, fondato nel 1803. Due secoli di storia, sette generazioni, un luogo che ha attraversato Risorgimento e modernità. Qui, Francesco Renzelli presenta la Torta Telesio, pensata per celebrare il cinquecentenario della morte del filosofo cosentino. Un dolce che nasce dall’incontro di lupini gialli amalgamati alle mandorle, amarene intere che esplodono di dolcezza intensa e albicocche dal profumo solare. Ogni morso è un viaggio tra la tradizione e l’innovazione che unisce storia, territorio e creatività culinaria. Ogni fetta racconta la città, il filosofo, una famiglia che custodisce il tempo.
Da Viale Parco, con il passato che diventa futuro, al centro storico che rinasce
La narrazione cambia ritmo quando la città si apre a un segno urbano forte, riconoscibile: Viale Parco. Dove un tempo correvano i binari della linea ferroviaria Paola–Cosenza, oggi si snoda un asse ciclo-pedonale che unisce Cosenza e Rende. Un corridoio verde che attraversa quartieri, parchi, spazi sportivi, favorendo mobilità sostenibile e accessibilità per tutte le età. Un’infrastruttura che ridisegna il modo di vivere la città. Nel quartiere di San Francesco d’Assisi, la rigenerazione urbana non arriva dall’alto: nasce dalle persone. Spazi dimenticati tornano a vivere grazie a cittadini attivi che trasformano l’abbandono in possibilità: yoga nei Giardini di Shiva, laboratori artigianali, biblioteche di comunità, nuove stamperie, teatro. È una città che si ricostruisce lentamente.

MAB: l’arte cammina accanto alle persone
Il Museo all’Aperto Bilotti scorre lungo i 990 metri di Corso Mazzini come un filo continuo di bellezza che entra nella vita quotidiana senza chiedere permesso. Qui l’arte non è separata dal passo dei cittadini, non è chiusa, non è silenziosa. Vive. Respira. Cammina accanto alle persone. Il MAB di Cosenza è un museo senza porte e senza orari, una galleria permanente a cielo aperto che ospita oltre trenta sculture di maestri dell’arte moderna e contemporanea – artisti nazionali e internazionali, da Giorgio De Chirico a Mimmo Rotella, da Emilio Greco ad Arturo Martini – trasformando il cuore della città in uno spazio culturale diffuso, accessibile, condiviso. Dal 2005 ha rivoluzionato il concetto stesso di museo, liberandolo dalle pareti e restituendolo allo spazio urbano, dove l’arte torna a dialogare con la vita reale.
Tra le opere iconiche, “Ettore e Andromaca” di Giorgio De Chirico emerge come un racconto sospeso tra amore e destino, mentre “San Giorgio e il Drago” di Salvador Dalí incarna il conflitto eterno tra bene e male. Sculture che instaurano un confronto diretto con chi passa, con chi si ferma, con chi guarda distrattamente e poi, all’improvviso, rallenta. Il MAB non chiede competenze, non impone percorsi obbligati. Invita. Accoglie. Sorprende. Le avanguardie del Novecento si mescolano al rumore della città, ai dialoghi, alle vetrine, alle stagioni. Così Cosenza si afferma come polo culturale aperto, contemporaneo, internazionale, dimostrando che la bellezza, quando è condivisa, può cambiare il modo di abitare una città. A raccontare questo dialogo tra spazio urbano e opere pubbliche è Paola Morano, che accompagna lo spettatore in una città che ha scelto di vivere l’arte come parte integrante della propria identità.

La Sila: il tempo che rallenta, la natura che insegna
Dalla città lo sguardo si espande. La strada sale. L’aria cambia. La Sila appare come una presenza immensa, silenziosa, necessaria. Tra Monte Scuro, Celico e Camigliatello, Linea Verde Italia scopre produzioni enogastronomiche identitarie. Tinto assapora le specialità del territorio. Il conduttore di Linea Verde Italia degusta la Patata della Sila, farinosa e dolce, ideale per zuppe e preparazioni rustiche, accompagnata dai funghi porcini dal profumo terroso e irresistibile. Il caciocavallo silano, dal sapore deciso e leggermente piccante, scioglie la tradizione in bocca, mentre il capicollo, aromatico e stagionato, sprigiona note affumicate e speziate. Non mancano i peperoncini, concentrato di sole e sapore, perfetti per arricchire ogni piatto. Ogni assaggio è un viaggio: la terra parla, il bosco profuma, il tempo della tradizione si mescola alla modernità della cucina, trasformando ogni morso in un’esperienza indimenticabile. Con Tinto, il gusto diventa protagonista del racconto, e la Calabria si rivela anche attraverso i suoi sapori più autentici, caldi e sinceri.

Linea Verde Italia e la provincia di Cosenza: Le meraviglie della Sila
Nel cuore fitto del bosco si ergono i Giganti della Sila, pini larici millenari, i più antichi d’Europa, custodi silenziosi della leggendaria Silva Brutia. Non sono semplici alberi: sono colonne del tempo, memoria verticale di un ecosistema che ha attraversato secoli, tempeste e silenzi. L’aria qui è pura, le passeggiate tra i sentieri un invito a respirare la storia della Calabria. Percorsi di terapia forestale realizzati con il CNR rendono l’esperienza non solo emozionale, ma anche salutare, mentre la qualità dell’aria si colloca tra le migliori d’Europa. Qui il tempo non scorre: si dilata. «I pini larici sono simboli identitari della Calabria», racconta Simona Lo Bianco, responsabile della gestione operativa del sito FAI.
Per far conoscere davvero la voce dei Giganti, un sound designer ha trasformato i suoni del bosco in un’esperienza immersiva: il fruscio delle foglie, il vento tra i rami, il richiamo degli uccelli, combinati con la risonanza dei tronchi secolari, creano un mix sensoriale unico. Un invito a ascoltare, rispettare e sentire la bellezza naturalistica come non mai, trasformando una passeggiata nella Sila in un viaggio che parla direttamente ai sensi e alla coscienza ambientale.

L’Università della Calabria: la scienza che ascolta il territorio
A pochi chilometri, un altro futuro prende forma. All’Università della Calabria, la ricerca diventa strumento concreto al servizio della collettività. Il rettore Gianluigi Greco, il più giovane d’Italia, accoglie la troupe nel campus, mentre il professor Raffaele Agostino presenta STAR, infrastruttura di ricerca «Nata dall’idea di mettere in connessione discipline diverse – fisica, chimica, biologia – per trovare soluzioni comuni- spiega Agostino-. Al centro c’è una sorgente di raggi X innovativa che permette di studiare oggetti, terreni, piante, rocce e tessuti con una risoluzione altissima». Una sfida che mette al centro la sanità calabrese, potenziando la diagnostica precoce, e punta alla promozione della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale.
Tra cucina e cultura: la Calabria raccontata da Linea Verde Italia
La puntata di Linea Verde Italia ha messo anche in luce il profondo legame tra natura e gastronomia attraverso la preparazione della tradizionale “pasta e patate alla tijeddra”, un piatto cucinato dalle nonne con ingredienti semplici e genuini: patate della Sila, formaggio grattugiato, cipollotto fresco e olio extravergine di oliva. Per valorizzare il concetto di zero sprechi, la trasmissione ha proposto anche una gustosa idea di recupero: le bucce delle patate, fritte e salate con miele di fichi, trasformate in un piccolo tesoro culinario.
Il viaggio si chiude al Teatro Alfonso Rendano di Cosenza, dove il direttore artistico Chiara Giordano apre le porte di un polo culturale in continua espansione, pronto a diventare «un’agorà contemporanea»: uno spazio vivo dove creare, produrre e soprattutto dare voce e opportunità ai giovani. Le luci si abbassano. Sul palco, l’Orchestra Sinfonica Brutia, guidata dal maestro Francesco Perri, prende vita, raccontando una storia che nasce nel 2022 e cresce lungo una filiera che parte dal Conservatorio Stanislao Giacomantonio di Cosenza e arriva fino al mondo del lavoro, trasformando il talento in opportunità concreta. Un percorso già premiato due volte dal Ministero che diventa simbolo di una nuova energia culturale pronta a contagiare l’intera regione.
E mentre il sole cala sulle colline e i vicoli si vestono di ombre dorate, la Provincia di Cosenza si mostra in tutta la sua luce. La Calabria raccontata da Linea Verde Italia non si guarda soltanto: si sente, si vive, si porta dentro. Si respira nei boschi secolari della Sila, si assapora nei piatti che custodiscono la tradizione, si ascolta nelle strade e nelle piazze dove storia e arte dialogano con la vita quotidiana. Resta nel cuore, come un’eco che continua a parlare di bellezza, memoria e futuro. Un invito a tornare, a scoprire, a lasciarsi sorprendere ancora e ancora da una terra che non smette mai di emozionare.
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