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Una scena di The Unseen river

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UN PARCHEGGIO degradato trasformato in una piazza, oltre 300 spettatori a sera, film da 56 paesi in una città senza luoghi della cultura. È questo il bilancio dell’edizione numero 9 de La Guarimba International Film Festival che dal 7 al 12 agosto ad Amantea, in Calabria, attraverso la settima arte ha attuato una nuova rivoluzione culturale schierandosi in nome della civiltà e della bellezza.

Un evento in cui il cinema diventa non solo atto sociale e rito collettivo, ma anche simbolo di lotta contro il degrado urbano. Un’edizione particolare, in un comune sciolto per infiltrazioni mafiose, accolta negli spazi di via Elisabetta Noto, che fino a 3 settimane fa era una discarica abusiva, e che oggi lascia alla città due grandi opere, i murales di Sara Fratini, co-fondatrice del festival insieme a Giulio Vita, e Cesáh, illustratore brasiliano con base in Portogallo.

«È stata un’edizione punk – commenta il direttore Giulio Vita – in cui ci siamo dovuti riadattare costruendo una piazza, un luogo di incontro, principalmente per colpa di una politica locale assente. Per il secondo anno consecutivo La Guarimba non ha ricevuto fondi dalla Regione Calabria, ma è stata patrocinata da 8 ambasciate da tutto il mondo, in primis quella degli Stati Uniti, ed è stata premiata dalle più alte istituzioni. Questo ci gratifica molto, perché al di fuori della nostra regione il Festival si qualifica come evento internazionale di rilievo, non solo culturale ma anche sociale».

I corti vincitori Per l’edizione 2021 ad aggiudicarsi il premio come miglior corto della sezione Fiction è “The Unseen River” del regista vietnamita Phạm Ngọc Lân, l’intreccio di due storie appassionanti quanto alienanti, l’incontro di una donna con il suo ex amante e un uomo alla ricerca di una cura per l’insonnia. Per la categoria Animazione si aggiudica il premio “Nuevo Rico” di Kris Mercado, la vicenda di un fratello e una sorella e un segreto che cambierà la loro vita per sempre.

È “Just a guy” di Shoko Hara invece il miglior film Documentario de La Guarimba 2021: una relazione con un pericoloso serial killer condivisa da tre donne che dopo la sua condanna decidono di contattarlo. Dalla Russia arriva invece il miglior Videoclip: “Never Ever” di Evgeniv Bakirov sulla musica di Husky, pluripremiata band indie-folk di Melbourne, Australia. Il vincitore di Insomnia, la sezione de La Guarimba dedicata ai film sperimentali, è invece “Ainsri Daeng” di Ratchapoom Boonbunchachoke (Thailandia), un film di spionaggio queer realizzato secondo la tradizione del doppiaggio thailandese nell’epoca della guerra fredda.

Premiato anche il miglior corto de La Grotta dei Piccoli, il cartellone dedicato agli spettatori più giovani a cura di Valeria Weerasinghe e realizzato in collaborazione con Unicef Italia: “Mum Is Pouring Rain” di Hugo de Faucompret, un corto francese che affronta la tematica della depressione di un familiare vista con gli occhi di una bambina.

Gli spettatori de La Guarimba scelgono invece “3 Meetings Of The Extraordinary Committee” di Jones (Regno Unito / Bulgaria), premio del Pubblico Vitaliano Camarca, un corto in cui la democrazia si trova faccia a faccia con la realtà. Anche quest’anno nonna Saveria, spettatrice fedelissima del festival, ha assegnato il suo “Nonnnina Award”: è “God Was Here!” di Raluca Lupascu (Paesi Bassi & Romania), la storia di un mistico, un pastore anziano seguito dalla sua comunità, che 85 anni fa incontrò Dio. Maira Delgado è stata, invece, premiata per la Gif migliore del contest di Giphy Arts, la piattaforma americana più grande al mondo per la creazione di GIF animate.

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