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Il Cosenza Comics and Games 2026 chiude con lo spettacolo di Giorgio Vanni, il famoso cantante di sigle per prodotti animati della nostra infanzia. Adulti e bambini si sono scatenati sotto il palco tra sfere del drago, Pokémon e cavalieri dello Zodiaco.
Ci sono voci che accompagnano una stagione della vita e poi svaniscono. Ed altre che invece diventano parte dei nostri ricordi più belli. Per un’intera generazione di bambini cresciuti tra gli anni ‘90 e 2000, quella voce ha un nome preciso: Giorgio Vanni. Bastavano poche note per essere catapultati in mondi lontani, tra draghi leggendari, pirati alla ricerca di tesori impossibili, allenatori di Pokémon pronti a partire per una nuova avventura e guerrieri chiamati a salvare il destino dell’universo. Le sue sigle non erano semplici canzoni d’apertura: erano portali verso l’immaginazione.
Ogni pomeriggio, dopo la scuola, milioni di ragazzi correvano davanti alla televisione, e ancora prima che iniziasse il cartone, cantavano a squarciagola parole che sarebbero rimaste impresse per sempre nella memoria. Con la sua energia contagiosa, Giorgio Vanni è riuscito a trasformare la colonna sonora dell’infanzia di molti in un patrimonio condiviso di emozioni. Oggi quei bambini sono diventati adulti, ma basta ascoltare le prime note di una sua sigla per ritrovarsi, per un istante, seduti sul divano di casa, con gli occhi pieni di sogni e il cuore pronto a partire per una nuova avventura. Più che un cantante, Giorgio Vanni è diventato la colonna sonora di una generazione. Non ha solo cantato le sigle dei cartoni: ha dato voce ai sogni, al coraggio e alla fantasia di un’intera generazione.
GIORGIO VANNI SUL PALCO DEL COSENZA COMICS AND GAMES 2026
Al Cosenza Comics and Games, nella giornata di domenica 17 maggio, fan di tutte le età hanno avuto la possibilità di cantare insieme al loro “capitano” Giorgio Vanni. Il concerto di chiusura dell’evento più fumettistico della stagione, ha raccolto centinaia di persone: grandi e piccini, tutti insieme a gridare “ciurma, all’arrembaggio!”. Purtroppo, per alcuni problemi d’acustica, il concerto è durato meno del previsto, con grande costernazione dei fan, degli organizzatori del Comics e dello stesso Giorgio Vanni. Il Capitano non ha rilasciato autografi e non si è fermato per fare foto con i singoli ammiratori, ma ha preferito fare una foto tutti insieme.
A fine Comics, chiuso in bellezza, viene da chiedersi: perché siamo ancora così legati alla nostra infanzia? Perché sogniamo di sentire dal vivo le sigle che ci hanno cresciuti? Perché sentire le voci di tutte quelle persone intorno a noi, che cantano la nostra infanzia, crea un senso di appartenenza che poche solo poche altre cose possono fare. Perché magari nella vita facciamo i ragionieri, magari non ci vedremo mai più, ma in quel momento siamo tutti la stessa ciurma.
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