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Per il terzo anno consecutivo, la Fondazione Italia Patria della Bellezza sceglie di sostenere il Salgemma Lungro Festival, confermando la solidità e la rilevanza nazionale di un progetto nato in Calabria e cresciuto fino a diventare un modello di rigenerazione culturale.
LUNGRO (COSENZA) – C’è un filo sottile che lega memoria, identità e futuro, e a Lungro questo filo ha il sapore antico del sale. Si chiama Salgemma Lungro Festival ed è molto più di una rassegna estiva: è un progetto culturale che, anno dopo anno, si è imposto come uno dei modelli più interessanti di rigenerazione dal basso nel panorama nazionale. A certificarlo è, ancora una volta, il patrocinio della Fondazione Italia Patria della Bellezza, giunto per il terzo anno consecutivo. La comunicazione ufficiale, firmata dal presidente Maurizio di Robilant, è arrivata il 5 maggio 2026. Un riconoscimento che fotografa la crescita concreta di un’iniziativa capace di trasformare un’eredità industriale in un motore culturale.
Salgemma Lungro Festival: arriva il terzo patrocinio dalla Fondazione Italia Patria della Bellezza
Il patrocinio della fondazione milanese, che dal 2014 seleziona e promuove iniziative capaci di valorizzare la “bellezza” come leva competitiva del Paese, viene assegnato ogni anno a un numero ristretto di progetti, scelti tra centinaia di candidature. Nel 2026 queste hanno superato quota 270. Essere confermati per la terza volta consecutiva non è solo un riconoscimento, ma un segnale preciso: la direzione intrapresa dal Comune di Lungro e dal team creativo Piano B è ormai consolidata. «Siamo rimasti molto colpiti dal vostro impegno costante e dal potenziale impatto sulla cittadinanza – si legge nella lettera ufficiale – nella vostra iniziativa riconosciamo molti dei valori presenti nella nostra missione», scrive di Robilant.
La storia della miniera di Lungro e della comunità arbëreshe
Un percorso, quello del Salgemma, costruito con coerenza e visione. Nel 2024 il festival è stato selezionato tra 25 progetti su oltre 600 candidature per il Forum della Bellezza di Milano, dove ha portato la storia della miniera di Lungro e della comunità arbëreshe in dialogo con realtà di respiro internazionale. Nello stesso anno è entrato nell’Atlante della Bellezza, la guida che mappa le esperienze più virtuose di rigenerazione culturale. Un ulteriore passo è arrivato con il supporto dell’agenzia YOLO+, che ha curato il sito ufficiale e una campagna integrata social e video. Il progetto “A Lungro c’è bello” ha ottenuto riconoscimenti anche nel settore della comunicazione, conquistando due Special Stars ai Media Stars 2026 per Art Direction e Structural Design, confermando la capacità del festival di parlare linguaggi contemporanei senza perdere autenticità.
Nel 2025, Piano B ha inoltre vinto il primo premio al concorso “Cosenza in Obiettivo” promosso dalla Camera di Commercio di Cosenza, con un video dedicato all’identità culturale del territorio, oggi trasmesso negli spazi istituzionali delle Camere di Commercio italiane.
Salgemma Lungro Festival: un modello culturale
«Tre anni di patrocinio consecutivo dicono quanto il Salgemma Lungro Festival sia diventato un progetto condivisibile a livello nazionale – sottolinea Erika Liuzzi di Piano B-. Quello che abbiamo costruito a Lungro è un modello culturale che nasce dalla memoria di una miniera e si trasforma in arte. Un processo vivo, capace di coinvolgere artisti, comunità e istituzioni che scelgono di esserci perché percepiscono autenticità, perché qui accade qualcosa di concreto. E poi, come dico sempre: “A Lungro c’è bello!”».
Un’idea confermata anche dal sindaco Carmine Ferraro: «Ogni edizione ha ampliato ciò che Lungro può offrire, non solo culturalmente ma anche socialmente e turisticamente. Questo riconoscimento ci dice che la strada intrapresa è quella giusta».
Il cuore del festival resta la memoria della miniera di salgemma, uno dei pochi esempi italiani di archeologia industriale legata all’estrazione del sale. Chiusa nel 1976 e oggi tutelata come sito di interesse storico e architettonico, la miniera continua a vivere attraverso il Museo storico istituito nel 2010. Attorno al simbolo del sale, elemento identitario e chiave di lettura della storia locale, si sviluppa un programma articolato: concerti, spettacoli per famiglie, musica rock e percorsi enogastronomici animano ogni estate piazze e vicoli del centro storico.
Il Salgemma Lungro Festival non è più solo un evento: è diventato un laboratorio culturale osservato da altre realtà territoriali, che guardano a Lungro come esempio concreto di come la cultura possa attivare processi di crescita anche nei contesti periferici. Un segnale chiaro: la bellezza, quando è radicata e condivisa, può davvero fare sistema.
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