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Il collettivo Keepalata

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Non sarà certo un caso il nome scelto dal collettivo cosentino Keepalata. Il loro ultimo singolo infatti, “Mutamento”, arriva dritto come uno schiaffo. Probabilmente per la forza del testo, nonostante la delicatezza musicale.

“Mutamento” è il secondo singolo estratto dal loro ultimo lavoro “Siamo qui” (Aldebaran Records), pubblicato ad ottobre. Un brano privo di batteria ma con un loop di basso predominante e chitarre dagli echi black.

Gli elementi naturali diventano protagonisti, come le loro peculiarità di compenetrarsi e modificarsi tra il relativo e l’assoluto. Il mutamento, concetto cardine della medicina tradizionale cinese, attraverso i “5 movimenti”, descrive cosa avviene a livello energetico nel microcosmo e nel macrocosmo. Il tutto tendendo all’armonia tra yin e yang.

Questo è ciò che appare nel videoclip, diretto da Toshiro Miphune e girato nel massiccio della Sila Grande. Un luogo al quale gli artisti sono legati e che rappresenta ovviamente le loro radici calabresi.

Nelle scene, il playback di Brigante immerso nella natura. Ad accompagnarlo, caratteri di origine cinese usati nella scrittura giapponese, i kanji, realizzati dal Maestro Ottaviano Nanyõ, che rimarcano il significato della canzone. I concetti della cultura taoista e buddhista sono associati alle rime e ai suoni di strofe e ritornelli. Alberi, foglie, acqua, radici e tutti gli elementi semplici della Terra fanno da chiaroscuro alla nostra visione del reale.

“Mutamento” è un brano che vede la produzione di Libberà e la voce di Brigante, quest’ultimo anche protagonista del video. Prerogativa del collettivo Keepalata è infatti dare spazio alla musica, loro lavoro di squadra, senza necessariamente comparire tutti in tutte le tracce.

A far parte della famiglia calabrese Keepalata, DonGocò (Antonio Turano) Libberà (Liberale Piraino), Cario M. (Mirko Cario), Brigante (Lorenzo Curcio), il primo di Roggiano Gravina, il secondo di Terranova e gli altri due di Rende.

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