Vittorio Matteucci nei panni di Frollo, in una scena di Notre Dame de Paris

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Il cantante si racconta: «Amo il musical, e questo spettacolo è davvero emozionante»

VITTORIO Matteucci canta fin da quando era piccolo, grazie anche ai genitori che gli hanno trasmesso la passione per la musica. Ha iniziato all’asilo e non ha più smesso perché la sua grande passione ha deciso per lui. Per tre giorni uno dei più famosi interpreti italiani sarà a Cosenza con il musical Notre Dame de Paris. In scena veste i panni di Frollo, un personaggio, amato/odiato come tutti i cattivi, che gli ha dato una grande popolarità. Lo spettacolo prodotto da David Zard, con le musiche di Riccardo Cocciante sarà di scena oggi, domani e domenica allo Stadio Marulla (LEGGI LA PRESENTAZIONE). Un’opera dei record che ha avuto successo anche grazie ai suoi interpreti.

Quando ha capito che questa sarebbe stata la sua professione?

«Non c’è un momento preciso, per me è stato inevitabile. Ho iniziato a 18 anni, cantando e suonando in tutti gli ambiti possibili, ho portato i miei brani (le mie cassette) a vari produttori e ho cercato di incontrare vari artisti. Avevo un sogno e ho fatto di tutto per realizzarlo».

Ha lavorato con Umberto Smaila, Demo Morselli, ha partecipato a tantissime trasmissioni televisive, quanto è importante la gavetta?

«La gavetta è essenziale. Ma oggi è difficile “costruirsi” una gavetta. Perchè oggi non c’è più il pianobar. Oggi se non hai le spalle coperte è difficile fare questo mestiere, come dice la Wertmuller per i giovani che vogliono intraprendere la carriera artistica ci vuole una pizzeria».

Le piace sia cantare che recitare, nel musical si può esprimere in entrambe

«In alcuni musical più che in altri. Penso per esempio alla Tosca di Lucio Dalla dove la mia parte era recitata e non solo cantata».

Il suo personaggio in Notre Dame de Paris è Frollo, è il cattivo del musical eppure è tanto amato dal pubblico

«Frollo è amato perché è umano, per sua fallibilità, perchè è schiacciato dalla sua passione che non riesce a controllare»

Dopo 14 anni è cambiata la sua interpretazione di questo personaggio?

«È cambiata molto l’interpretazione, è cambiata la mia consapevolezza e la mia esperienza».

Qual è il segreto del successo di Notre Dame de Paris?

«Il pubblico ci ama molto e questo amore verso di noi si è dimostrato fin da subito. E poi questo è uno spettacolo emozionante, la musica è ancora attuale, le coreografie sono strepitose».

In questi 14 anni ha interpretato molte parti in musical. Oltre a Frollo è stato il Conte Dracula, Dante, l’Innominato nei Promessi sposi, il Conte Capuleti in Romeo e Giulietta.

«Mi piace fare il musical. Sono entrato in questa giostra e non ne sono più uscito. David Zard è un pazzo, ammiro la sua forza e il suo coraggio e il grande lavoro che ha fatto in questo campo e che sta continuando a fare anche suo figlio».

Progetti o desideri per il futuro?

«Nessuno per il momento. Continuo nel mio lavoro di interprete e anche di insegnante, lavorare con i ragazzi mi piace molto».

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